Ghanese insultato da infermiera a Benevento: “Tornatene in Africa”

di redazione Blitz
Pubblicato il 28 gennaio 2018 13:51 | Ultimo aggiornamento: 28 gennaio 2018 13:51

 

Il post del ghanese che si è scontrato con un'infermiera razzista

Il post di Musah Awudu su Facebook

BENVENTO – Musah Awudu ha 37 anni ed è originario del Ghana. L’uomo che fa il mediatore culturale, sarebbe stato oggetto di discriminazione razziale da parte di un’infermiera del Pronto Soccorso dell’Ospedale Rummo di Benevento.

Come lui stesso ha denunciato attraverso Facebook e poi confermato alla testata Anteprima24.it, l’operatrice lo avrebbe insultato per il colore della sua pelle mentre era in attesa di ricevere delle cure dopo essersi ferito a causa di un incidente domestico. Il mediatore culturale denuncia episodi simili accaduti già in passato.

Awudu, al sito Anteprima24.it racconta:

“La donna avrebbe urlato al ragazzo: “Perché sei venuto in Italia, tornatene in Africa”. Alla richiesta del ragazzo di lasciarlo in pace e prestargli le cure per risolvere il problema medico, l’infermiera rispondeva: “Se parli ancora chiamo la polizia”. A quel punto intervenivano altri infermieri del pronto soccorso per calmare la donna e prestare soccorso all’uomo. L’infermiera, notevolmente agitata, prima di allontanarsi urlava: “Ecco perché voto Salvini Andate via dall’Italia. Viva Salvini”.

“Musah dopo gli insulti è riuscito a farsi medicare ma annuncia di voler segnalare l’accaduto alla direzione sanitaria affinché episodi del genere non accadano più: “Io lavoro qui a Benevento con la Caritas, conosco i miei diritti e merito il rispetto e le cure come tutti. Non è la prima volta che accade questo all’Ospedale Rummo dove porto dei ragazzi a farsi visitare. Sono episodi che rovinano l’immagine degli italiani, dell’ospedale e degli infermieri che lavorano con professionalità. Sono tre, quattro infermieri che appena vedono qualcuno dal colore della pelle diverso ti trattano con disprezzo”. In una struttura pubblica come un ospedale episodi del genere andrebbero stigmatizzati con forza e come ha fatto Musah, segnalati(…)”.