Ghedi (Brescia): marocchino costringe disabile a fare giochi sessuali

Pubblicato il 30 Giugno 2010 11:54 | Ultimo aggiornamento: 30 Giugno 2010 11:54

Un giovane marocchino di 17 anni avrebbe approfittato del ritardo psicofisico di una tredicenne per rivolgerle pesanti attenzioni sessuali. Per questo motivo il gip del Tribunale per i minorenni di Brescia, Laura D’Urbino, ha emesso un provvedimento della permanenza in casa, l’equivalente per i minorenni degli arresti domiciliari. La vicenda è stata scoperta dai carabinieri di Ghedi, in provincia di Brescia, dopo l’intervento dei genitori della ragazzina. È stata infatti la mamma a capire che qualcosa non andava nel comportamento della loro figlia. È riuscita a confidarsi con lei e a farle raccontare tutta la vicenda. Si è così scoperto che il marocchino avrebbe condotto la tredicenne in uno scantinato e l’avrebbe costretta a sottostare ad atti di libidine.

Uno psicologo ha accertato che il racconto della ragazzina era vero e così sono partite le indagini, culminate ora nella misura cautelare nei confronti del marocchino. Il giovane si è difeso sostenendo di non avere mai imposto con la violenza alla tredicenne i giochi a sfondo sessuale.