Ghiacciaio si scioglie, confine si sposta: il rifugio del Cervino ora è per tre quarti in Svizzera

di redazione Blitz
Pubblicato il 25 aprile 2018 1:24 | Ultimo aggiornamento: 25 aprile 2018 1:24
Ghiacciaio si scioglie, confine si sposta: il rifugio del Cervino ora è per tre quarti in Svizzera

Ghiacciaio si scioglie, confine si sposta: il rifugio del Cervino ora è per tre quarti in Svizzera

AOSTA – Il cameriere del rifugio Guide del Cervino varca il confine tra Italia e Svizzera anche un centinaio di volte al giorno. Ma nessuno mai gli chiede il passaporto. Motivo? I reiterati espatri avvengono nel passaggio dalla cucina del locale, che si trova in territorio elvetico, alla sala da pranzo, che si affaccia sulla splendida Valtournenche, in Valle d’Aosta.

Tutta colpa dello scioglimento dei ghiacciai che ha spostato la linea di confine tra Italia e Svizzera. Cosa è successo? Formalmente la struttura è italiana, di proprietà della Società delle guide alpine del Cervino, una delle più antiche e blasonate al mondo. Ma ora si è scoperto che l’edificio si trova per tre quarti in territorio svizzero. Effetto indesiderato di una legge del 2009 e da un successivo accordo binazionale che regola il confine. Un’invenzione resa necessaria dopo che con lo scioglimento dei ghiacciai sono stati cancellati i punti di riferimento storici che delimitavano i territori.

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In pratica il confine coincide adesso con la linea di cresta, che nel frattempo è emersa, e che taglia a metà il rifugio e anche l’adiacente scuola di sci. Il bar-ristorante con 40 posti letto, tappa obbligata per alpinisti e sciatori, si trova lì da 34 anni, a 3.480 metri di quota, direttamente sul ghiacciaio del Plateau Rosa dove si scia tutto l’anno. Il nodo è venuto al pettine poco tempo fa, quando la proprietà ha tentato di avviare l’iter per la ristrutturazione dell’immobile. Una proceduta burocratica che rischia di essere intrappolata dal groviglio delle competenze del Comune valdostano di Valtournenche e di quello svizzero di Zermmatt e delle differenti normative nazionali.

“E’ una questione che è sempre stata un po’ trascurata dagli Italiani – racconta Flavio Bich, presidente delle guide del Cervino – mentre gli Svizzeri si sono mossi e hanno fissato il confine senza considerare la presenza dell’immobile che è rimasto più in Svizzera che in Italia”. Dal 2 al 4 maggio lo spinoso dossier sarà sul tavolo di una Commissione paritetica che dovrà analizzare le carte geografiche e individuare una via di uscita. “Occorre cercare di risolvere la controversia”, sollecita il senatore valdostano Albert Lanièce, che ha incontrato il ministro plenipotenziario Vittorio Rocco di Torrepadula.

“Ho ricevuto assicurazioni circa l’impegno dell’alto rappresentante del Ministero degli Affari Esteri – aggiunge – per trovare tutte le strade possibili che portino ad una risoluzione di questa criticità che sta causando notevoli disagi in un importante settore come quello del turismo di montagna”.