Giada De Filippo, neanche un esame dato ma le bomboniere erano pronte

di redazione Blitz
Pubblicato il 11 aprile 2018 11:56 | Ultimo aggiornamento: 11 aprile 2018 11:56
Giada De Filippo, neanche un esame dato ma le bomboniere erano pronte

Giada De Filippo, neanche un esame dato ma le bomboniere erano pronte

NAPOLI – In quattro anni non aveva mai dato un esame, ma aveva scelto anche le bomboniere di laurea.

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Lunedì 9 aprile per Giada De Filippo, studentessa 26enne di Sesto Campano (Isernia), doveva essere il giorno della corona d’alloro, dei confetti rossi, della festa per celebrare il faticoso traguardo raggiunto. E invece è stato il suo ultimo giorno di vita: mentre familiari ed amici attendevano con ansia la discussione della sua finta tesi di laurea, Giada è salita sul tetto della facoltà di Scienze Naturali all’Università Federico II di Napoli e si è lanciata nel vuoto.

Sopraffatta dalle aspettative e forse dalla vergogna di dover confessare l’impensabile, ha deciso di porre fine alla sua esistenza. Fino all’ultimo però ha portato avanti la sua insostenibile finzione.

Aveva pianificato tutto, ma proprio tutto, nei dettagli: il pranzo, la torta, i confetti, gli invitati. Poi, senza sollevare il minimo sospetto, ha messo in scena anche il tragico atto finale. Mentre i genitori e il fratello erano in attesa in quel corridoio affollato di laureandi in giacca e cravatta, Giada si è allontanata.

L’unica verità l’ha confessata al fidanzato, un attimo prima di lanciarsi nel vuoto. Lui l’aveva chiamata al telefono perché non riusciva più a trovarla, lei ha risposto: “Sono qui, alza gli occhi, mi vedi?”. E così l’ha vista precipitare dal tetto della Facoltà.

La notizia del suicidio ha posto fine anche alla seduta di laurea, immediatamente sospesa per tutti. Sul posto sono accorsi il Rettore Gaetano Manfredi, il pm Roberta Simeone e la polizia. Il corpo di Giada dopo qualche ora viene trasferito all’Istituto di Medicina Legale di Napoli per l’autopsia. Ma alla fine, quando la disperata finzione di Giada viene smascherata, il magistrato decide di riaffidarla alla famiglia, senza disporre l’esame.

Nulla di quello che la giovane aveva detto per anni ad amici e parenti era vero. Il suo nome non figurava tra i laureandi di lunedì 9 aprile, ma neppure negli elenchi degli studenti della Federico II. Per tre anni era stata iscritta alla facoltà di Farmacia, senza dare esami. L’ultimo anno accademico, il 2017-2018, non si era neppure presentata in segreteria per pagare le tasse.

Giada aveva messo in piedi una rappresentazione ormai insostenibile. Il papà, maresciallo dei carabinieri in pensione, ora si tormenta per non aver capito. Ma nessuno poteva immaginare cosa aveva costruito nella sua mente imperscrutabile Giada, nemmeno il fidanzato, che con lei faceva progetti di matrimonio e aveva invitato anche il papà, da Roma, per la laurea.