Giada Sgarbossa, modella di colore: “I profughi? Scimmioni parassiti”

di redazione Blitz
Pubblicato il 23 febbraio 2018 14:56 | Ultimo aggiornamento: 23 febbraio 2018 14:57
Giada Sgarbossa, modella di colore: "I profughi? Scimmioni parassiti"

Giada Sgarbossa, modella di colore: “I profughi? Scimmioni parassiti”

VENEZIA – “I profughi? Scimmioni parassiti”. Non è l’ultimo insulto dal razzista di turno, ma il post apparso sulla bacheca Facebook di Giada Sgarbossa, modella e imprenditrice di 30 anni, per giunta di colore. Una esternazione che ha suscitato non poco clamore in Veneto, dove la modella di origini brasiliane vive. Al punto che alla fine, subissata di critiche e insulti, è stata costretta a rimuovere il post.

Questo uno stralcio del messaggio prima che venisse cancellato:

“Pago le tasse, non vado in giro a chiedere l’elemosina […] cerco di lavarmi per evitare di puzzare come un maiale, porto rispetto a chiunque mi si avvicini, ma soprattutto parlo la lingua del Paese dove vivo”.

Fin qui un sentire tristemente comune a molti italiani in questi tempi bui. Il fatto però è che Giada ha la pelle color cioccolata. Italiana nata in Brasile, è stata adottata da bambina crescendo in Veneto. Interpellata dal Corriere, la giovane ha poi spiegato le sue intenzioni:

“Io sono nera e dico: hanno rotto le pa*** Le persone che vengono qui e non rispettano le leggi: fuori dai c**** Sono d’accordo con voi, però smettiamola di dire negro di merda a caso. Smettiamola, perché non tutti sono qui per delinquere”.

Il suo voleva essere un invito rivolto ai veneti, per smorzare l’aria tesissima che si respira in queste settimane.

“Io volevo dare un abbraccio alle persone bianche per dire: sono nera e sono con voi, abbracciamoci. Capisco che siate terrorizzati ad andare in stazione alle sette di sera”.

Le critiche sono arrivate soprattutto da associazioni che si occupano di accoglienza ai rifugiati. Ma per il sindaco leghista Luca Pierobon, Giada è invece un modello da seguire:

“Ha detto cose giuste. A Cittadella si sta bene. Il nostro sette per cento di immigrati è nella stragrande maggioranza fatto di persone integrate, che vive nella comunità”.