Perché il Csm credette al giudice ‘ndranghetista?

Pubblicato il 29 Marzo 2012 11:28 | Ultimo aggiornamento: 29 Marzo 2012 11:53

ROMA – Il Csm ha creduto al giudice Giancarlo Giusti, arrestato mercoledì per corruzione. Anni fa , nel 2005, venne infatti “assolto” dal Consiglio superiore della magistratura per una vicenda legata a un immobile assegnato al suocero dopo un’asta. Giusti, ex gip del Tribunale di Palmi, non è quindi nuovo ai guai giudiziari.

Stando a quanto emerge nell’ordinanza di custodia cautelare emessa nei suoi confronti, il togato ha subito un procedimento davanti al Csm perché, nel 2005, come giudice per le esecuzioni immobiliari, fece vincere la società del suocero nell’asta per l’aggiudicazione di un immobile. Ma alla fine il Csm lo assolse dopo la testimonianza di un teste che affermò che Giusti non sapeva che dietro la società vincitrice c’era il suocero. Il teste, a quanto pare, era un consulente e perito del Tribunale che proprio da Giusti avrebbe ricevuto consulenze per 300.000 euro.