“Era a libro paga della ‘ndrangheta”, ex magistrato di Palmi condannato a Milano

Pubblicato il 27 settembre 2012 22:01 | Ultimo aggiornamento: 27 settembre 2012 22:01

ROMA – L’ex gip del tribunale di Palmi (Reggio Calabria) Giancarlo Giusti è stato condannato a 4 anni di reclusione con l’accusa di corruzione aggravata dalla finalità mafiosa. Secondo l’accusa, il giudice, sospeso dal Csm dopo l’arresto nel marzo scorso, sarebbe stato corrotto dalla cosca dei Lampada con escort e soggiorni di lusso. La sentenza è stata emessa dal gup di Milano Alessandra Simion, che ha condannato altre tre persone, tra cui l’avvocato Vincenzo Minasi a 4 anni e 4 mesi.

Per il magistrato Giusti, così come per l’avvocato Minasi, il giudice – che ha in sostanza accolto le richieste del pm della Dda milanese – ha stabilito anche l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni. Condannati anche il direttore dell’hotel “Brun”, Vincenzo Moretti (2 anni con la sospensione condizionale della pena), e Domenico Gattuso, presunto fiancheggiatore della cosca, a 6 anni. Stando alle indagini del procuratore aggiunto Ilda Boccassini l’avvocato Vincenzo Minasi era uno dei rappresentanti della cosiddetta “zona grigia” della ‘ndrangheta.

Giusti – 45 anni, dal 2001 giudice delle esecuzioni immobiliari a Reggio Calabria, dal 2010 gip a Palmi e poi sospeso dal Csm con l’arresto – sarebbe stato invece, stando alle indagini, a libro paga della ‘ndrangheta. La mafia calabrese dei Lampada, secondo l’accusa, oltre ad offrirgli “affari”, avrebbe appagato quella che nell’ordinanza di custodia cautelare del gip Giuseppe Gennari era stata definita una vera e propria “ossessione per il sesso”, facendogli trovare prostitute in alberghi di lusso milanesi, con le spese di soggiorno e di viaggio comprese nel prezzo della corruzione.