Il giudice Giancarlo Giusti tenta il suicidio in carcere

Pubblicato il 28 settembre 2012 23:18 | Ultimo aggiornamento: 28 settembre 2012 23:18

MILANO – Ha tentato il suicidio nel carcere milanese di Opera il giudice Giancarlo Giusti, ex gip del tribunale di Palmi (Reggio Calabria). Il magistrato, ricoverato in rianimazione, si trova in coma farmacologico. Il tentativo di suicidio è arrivato il giorno dopo la condanna di Giusti a 4 anni di reclusione, con l’accusa di corruzione aggravata dalla finalità mafiosa.

Secondo l’accusa, il giudice, sospeso dal Csm dopo l’arresto nel marzo scorso, sarebbe stato corrotto dalla cosca dei Lampada con escort e soggiorni di lusso. La sentenza è stata emessa dal gup di Milano Alessandra Simion, che ha condannato altre tre persone, tra cui l’avvocato Vincenzo Minasi a 4 anni e 4 mesi.

Venerdì pomeriggio il segretario generale della Uil Penitenziari Eugenio Sarno aveva erroneamente comunicato la notizia della morte di un altro magistrato coinvolto nella stessa indagine: “Alle ore 16.30 circa, alla sezione K del carcere milanese di Opera, si è suicidato, con un cordone, il giudice Vincenzo Giglio”. In breve è arrivata rettifica: “Giusti, detenuto nella stessa sezione del Giglio, ha tentato di suicidarsi ed è stato salvato dagli agenti di sorveglianza che lo hanno trasportato al San Paolo, dove al reparto rianimazione è stato letteralmente strappato alla morte”. “Mi assumo per intero le mie responsabilità e chiedo scusa, pur consapevole della gravità dell’accaduto, alla famiglia del giudice Giusti”, aggiunge Sarno nella nota.

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