Giancarlo Nocchia, gioielliere ucciso a Roma: svolta impronte e telecamere

di redazione Blitz
Pubblicato il 17 luglio 2015 7:13 | Ultimo aggiornamento: 17 luglio 2015 2:29
Giancarlo Nocchia, gioielliere ucciso a Roma: svolta impronte e telecamere

Giancarlo Nocchia, gioielliere ucciso a Roma: svolta impronte e telecamere

ROMA – Impronte digitali, tracce biologiche e telecamere di videosorveglianza. Da questi elementi potrebbe arrivare la svolta per risalire al ladro/killer che mercoledì pomeriggio ha ucciso il gioielliere Giancarlo Nocchia, di 70 anni, durante una rapina nel centralissimo quartiere Prati a Roma. All’indomani della tragedia i carabinieri hanno effettuato un secondo sopralluogo nel negozio di via dei Gracchi, uno storico laboratorio dove l’orafo creava gioielli di nicchia. Gli esperti del Ris avrebbero trovato indizi interessanti: impronte digitali e tracce biologiche che l’assassino potrebbe aver lasciato all’interno del locale.

Accertamenti sono stati disposti anche su un portagioielli con all’interno alcuni pezzi della refurtiva che l’uomo ha perso perso per strada durante la fuga. Al momento l’ipotesi è che nella bottega sia entrato un solo uomo, ripreso dalla telecamera del negozio con in testa una parrucca scura non molto vistosa e degli occhiali, forse fingendosi un cliente. La vittima avrebbe reagito alla rapina ed è stato colpito alla testa più volte con un corpo contundente non ancora individuato. Per terra i carabinieri hanno sequestrato una serie di oggetti che verranno analizzati per chiarire se tra questi ci sia l’arma del delitto.

Resta da accertare, però, se all’esterno ad attendere il killer ci fosse un complice che fungeva da palo. Gli investigatori non stanno tralasciando nessun aspetto in questa fase delle indagini anche se la rapina resta la pista prevalente. Si scava perciò anche nella vita della vittima per ricostruire le sue ultime ore: se avesse appuntamento con qualcuno o se quell’uomo, ora ricercato, si era recato già nei giorni scorsi nella gioielleria per un sopralluogo. Il negozio è infatti piccolo e poco riconoscibile dall’esterno come una gioielleria. Anomalo anche il fatto che il killer non abbia usato un’arma da fuoco.

Gli investigatori hanno ascoltato anche familiari, amici, conoscenti ed eventuali testimoni tra le persone che abitano o lavorano lungo quel tratto di via dei Gracchi. A trovare il cadavere dell’uomo è stato un amico della vittima, titolare di un bar a pochi metri di distanza, entrato all’interno del negozio con altri due conoscenti perché non riusciva a rintracciare Nocchia.

La salma del gioielliere è stata portata al policlinico Gemelli per l’autopsia che dovrebbe essere effettuata venerdì e stabilirà con certezza la causa del decesso.