Gianni Riotta: “Scontri e bottiglia contro Malika Ayane? Minacciati da giorni”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 luglio 2015 11:42 | Ultimo aggiornamento: 23 luglio 2015 11:42
Gianni Riotta: "Scontri e bottiglia contro Malika Ayane? Minacciati da giorni"

Gianni Riotta: “Scontri e bottiglia contro Malika Ayane? Minacciati da giorni”

NAPOLI – “Ci minacciavano da giorni e le forze dell’ordine non sono intervenute”. Gianni Riotta, conduttore di Parallelo Italia in onda su Rai Tre, commenta così gli scontri in diretta tv con tanto di bottiglietta, vuota e volante, lanciata contro Malika Ayane che ha abbandonato il palco.

Davide Cerbone sul Mattino riporta le parole di Riotta, che ha spiegato che da giorni la produzione veniva minacciata:

«Avevamo ricevuto minacce per 48 ore e lo avevamo fatto presente alle autorità politiche e alle forze dell’ordine. Ci avevano detto che potevamo stare tranquilli», racconta Riotta all’indomani della diretta che ha avuto come sottofondo i fischi, i cori e le urla di un gruppo di disturbatori che invocavano a gran voce lavoro stabile e reddito di cittadinanza. Le intemperanze iniziano subito.

Prima un manifestante prova a guadagnare il palco ma viene bloccato, poi sale il volume degli schiamazzi. Il conduttore si districa come può e a chi grida «Vergogna!» ribatte: «Una vergogna è non permettere una discussione libera».

Il punto di non ritorno, però, si raggiunge con l’esibizione della cantante Malika Ayane, quando sul palco piomba una bottiglia di plastica. A quel punto, la Ayane molla il microfono, la musica si ferma e il conduttore prende la parola. «Abbiamo fatto giorni e giorni di trattative con tutte le autorità. Hanno fallito», sentenzia. Non prima di essersi scagliato contro le forze dell’ordine con parole che la diretta non rivela: «Non siete riusciti a difendere i miei ospiti, sono stati presi a bottigliate!»”.

Riotta sui social spiega l’accaduto e punta il dito contro chi non ha saputo gestire l’ordine pubblico:

“«Da giorni sui social media c’era un tam tam che faceva prevedere tensioni. Anche da vicino ci avevano detto: “Verremo e faremo casino”». Parola mantenuta: dopo essersi annunciati, gli agit prop si sono materializzati già dal pomeriggio di martedì. «I colleghi della redazione li hanno avvicinati persone per chiedere se volevano intervenire. La risposta provo a di rgliela in napoletano, come loro: “Nuje ‘o facimm’ ‘e mestiere”. Non so chi fossero e non lo voglio sapere – risponde il giornalista, conservando a fatica l’aplomb che lo contraddistingue – ma è venuta fuori una trasmissione inascoltabile, rovinata dalle urla e dai fischi e da un clima di tensione che ha condizionato gli ospiti. Tutto questo alla presenza di tanti agenti delle forze dell’ordine»”.

Secondo Riotta l’ordine pubblico in piazza non è stato gestito bene.«Era chiaro sin dal pomeriggio che le misure prese non erano sufficienti. Un ufficiale alla fine mi ha domandato, sorridendo: “Che voleva, le maniere forti?”. No, desideravo soltanto che le maniere forti non venissero usate contro di me e la signora Ayane. Se poteva succedere in qualunque altro posto? Sì, ma questo non dev’essere un alibi per far finta che non sia successo a Napoli. E lo dico da uomo del Sud che ama in modo particolare la vostra città», spiega Riotta, che poi su Facebook aggiunge: «Ora siamo finiti noi sotto accusa – scrive -. Ho imparato una nuova cosa sul degrado del mio Sud e purtroppo non parlo solo dei facinorosi violenti di professione».

Ma la versione del Comitato campano per il reddito minimo garantito non è la stessa di quella del giornalista:

«La produzione del programma ci aveva promesso un intervento, invece non ci è stato dato spazio. Chiediamo scusa a Malika Ayane, la bottiglietta (vuota) non era indirizzata a lei ma a Riotta e ai suoi ospiti»”.