Gianni Scarpa, l’ex gestore della spiaggia fascista denunciato per razzismo. Lui nega

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Agosto 2019 8:40 | Ultimo aggiornamento: 20 Agosto 2019 12:45
Gianni Scarpa, foto Ansa

Gianni Scarpa (foto Ansa)

ROMA – Gianni Scarpa, l’imprenditore turistico di Chioggia che fece già parlare di sé per le foto e gli slogan di Mussolini, si ritrova nei guai per un’accusa di violenza privata aggravata dal razzismo. E’ di due anni fa la storia della spiaggia ‘fascista’ che fece conoscere Scarpa in tutt’Italia e gli attirò anche la solidarietà di Matteo Salvini.

L’ex gestore del Punta Canna dovette sbaraccare, per ordine della Prefettura, le foto del Duce e gli slogan all’olio di ricino. Ma uscì senza macchia dall’inchiesta per apologia: prosciolto dal Gip perché le sue azioni furono ricondotte alla libertà di pensiero garantita dalla Costituzione.

Adesso il nuovo caso. I Carabinieri, infatti, hanno denunciato Scarpa per violenza privata aggravata dalla discriminazione razziale, ingiuria e apologia del fascismo. Con modi discriminatori, l’uomo, secondo le accuse, avrebbe indotto una bagnante, nata in Italia da genitori originari dell’Africa, ad abbandonare lo stabilimento nel quale era con un’amica. Il tutto accompagnato da musiche e frasi diffuse da casse e megafoni. Una volta uscita, la donna ha chiesto l’intervento dei militari.

“E’ una cosa ridicola” replica Scarpa, sostenendo di non avere più nulla a che fare con ‘Punta Canna’: “sono un cliente, vengo qui perché ci sono nato, conosco i ragazzi” dice al telefono, mentre risponde ad un bagnante che ha smarrito le ciabatte. “Non so neanche cos’è il razzismo – aggiunge -, ho decine di amici di colore. Poi sono anti-democratico, si sa”.

Ma l’accusa di razzismo? Nella versione di Scarpa non ve n’è traccia. “Io ho un atteggiamento goliardico. A Ferragosto c’era tanta gente, la musica, il dj sul palco. Ho preso in mano il microfono, dicendo qualcosa sulla situazione politica: ‘c’è casino nel Governo’ ho detto, ‘se si andrà a votare votate Salvini e Meloni, mi raccomando, mai il Pd'”.

Per Scarpa il fattaccio sarebbe tutto qui: uno spot ferragostano per Salvini-Meloni. “Quando sono sceso – spiega -, tra le gente che applaudiva mi sono trovato davanti queste due donne, una di loro di colore, che inveivano verso di me per ciò che avevo detto: ‘ma non ti vergogni, vecchio rimbambito..’, e mentre andavano via mi hanno detto che chiamavano i carabinieri”. L’ex gestore del Punta Canna si dice tranquillo: “Io non ho fatto allontanare nessuno. Ho saputo della denuncia. Mi vien da ridere”. 

Fonte: Ansa.