Gigi D’Alessio indagato per rapina: “Rubò rullino a un paparazzo”

di redazione Blitz
Pubblicato il 11 Gennaio 2015 19:39 | Ultimo aggiornamento: 11 Gennaio 2015 19:41
Gigi D'Alessio indagato per rapina: "Rubò rullino a un paparazzo"

Gigi D’Alessio indagato per rapina: “Rubò rullino a un paparazzo”

NAPOLI – Gigi D’Alessio rischia di finire a processo per rapina. La storia risale a qualche anno fa quando il cantante napoletano sorprese due fotografi davanti alla sua villa romana all’Olgiata. Vicenda già nota agli inquirenti che avevano infatti già processato e condannato D’alessio per lesioni ed esercizio abusivo delle proprie ragioni. Ma la Corte d’Appello ha ordinato una nuova imputazione aggravata per rapina.

Secondo il racconto dei paparazzi, Mauro Terranova e Alessandro Foggia, entrambi ricoverati quell’11 gennaio del 2007 e poi dimessi con una prognosi di 7 e 5 giorni per ecchimosi e contusioni, si trattò di una vera e propria aggressione.

“Eravamo fermi in strada sulla nostra Micra – riferirono pochi giorni dopo il fatto – non siamo entrati nella villa di Gigi D’Alessio, volevamo semplicemente aspettare che uscisse di casa per fotografarlo da solo o assieme alla compagna (Anna Tatangelo ndr)”

Ma il neomelodico li colse di sorpresa: sempre secondo il racconto dei fotografi, ad un certo punto arrivò un’auto da cui scese Gigi d’Alessio, accompagnato da 3 scagnozzi, che li aggredì e strappò a uno di loro la macchina fotografica.

Gigi D’Alessio dal canto suo si difese sostenendo:

“Son stato aggredito e mi sono difeso. Non tollero invasioni nella mia vita privata”

Ma i giudici di primo grado lo condannarono comunque a 9 mesi di carcere per l’eccessiva aggressività della sua reazione. Fino al colpo di scena in Corte d’Appello, con la proposta da parte dei giudici di una modifica al capo d’imputazione ipotizzando, al posto del reato dell’esercizio arbitrario delle proprie ragioni, quello ben più grave di rapina.

Fatto che, come spiega l’avvocato del cantautore, Gennaro Malinconico, fa ripartire il procedimento penale da zero annullando la precedente condanna. Ma il rischio ora è ben più grave. Il sostituto procuratore Pietro Pollidori  ha ora notificato al cantante l’avviso della chiusura delle nuove indagini, atto che precede la richiesta di rinvio a giudizio.