Gilberto Benetton è morto: fondatore del Gruppo, aveva 77 anni

di redazione Blitz
Pubblicato il 22 ottobre 2018 20:54 | Ultimo aggiornamento: 23 ottobre 2018 8:49
Gilberto Benetton è morto: fondatore del Gruppo, aveva 77 anni

Gilberto Benetton è morto: fondatore del Gruppo, aveva 77 anni

VENEZIA – Si è spento a 77 anni Gilberto Benetton, tra i fondatori del Gruppo insieme ai fratelli Luciano, Giuliana e Carlo. Gravemente malato da tempo, Gilberto Benetton era stato ricoverato alcuni giorni fa a Treviso per una polmonite ma le sue condizioni sono ulteriormente peggiorate. 

Un altro duro colpo per la famiglia finita nell’occhio del ciclone dopo la tragedia del Ponte Morandi a Genova che ha visto finire sul banco degli imputati Autostrade e risalendo nella catena di controllo Atlantia e la stessa holding di famiglia, Edizione, della quale Gilberto era vicepresidente. Sempre in estate, era il 10 luglio, la famiglia Benetton è stata colpita da un altro grave lutto: il fratello minore Carlo, stroncato in pochi mesi da un tumore. 

Due eventi devastanti che hanno contribuito a piegare un uomo per sua natura cordiale e per carattere lontano dai giochi della politica, oggi come ai tempi delle privatizzazioni che hanno visto allargare il cappello dei Benetton sulle Autostrade così come sui ristori Autogrill, scendere in campo in uno dei passaggi della tormentata storia di Telecom al fianco di Marco Tronchetti Provera nel gruppo di tlc, entrare nel patto di Mediobanca, dove Edizione rimane azionista.

Gilberto è quello, tra i quattro fratelli di Ponzano Veneto, ad aver sempre tirato le fila delle attività industriali e finanziarie, diverse da quello del marchio di abbigliamento, che ancora oggi fa capo a Luciano. E’ stato fino a oggi presidente di Autogrill, un gruppo al quale ha dato l’impulso per crescere all’estero, soprattutto nella ristorazione aeroportuale. Qui di rado ha mancato l’appuntamento dell’assemblea dei soci, in corso di Porta Vittoria a Milano. Ma soprattutto era vicepresidente di Edizione, dove ha avuto sempre un ruolo di dominus. Ha creato la holding 30 anni fa insieme al manager più fidato, Gianni Mion, che ne è stato prima amministratore delegato e poi vicepresidente.

All’uscita di scena di Mion, Gilberto ha lasciato la poltrona di presidente a Fabio Cerchiai per occupare quella di vice e ha chiamato Marco Patuano, ex ad di Telecom, a fare l’amministratore delegato in Edizione. Con la holding la famiglia controlla non solo la catena dei maglioncini e Autogrill, ma soprattutto Atlantia. Ed è con questa, come Autogrill quotata in Borsa, che prima dell’estate l’imprenditore trevigiano è riuscito a concludere una delle operazioni di maggior successo: l’operazione sulle autostrade spagnole di Abertis per la quale il closing è atteso a breve.

Dal 2012 Gilberto Benetton era stato inserito nell’Italian Basket Hall of Fame per i successi con la Benetton Pallacanestro Treviso. Lascia due figlie, Sabrina e Barbara, e la moglie Lalla, che è stata la compagna di una vita.

“La sua riservatezza, la sua passione per le sfide e la sua ambizione di crescita globale ci hanno accompagnato e guidato nei tanti anni di lavoro comune”, lo hanno ricordato il presidente di Atlantia Cerchiai e l’a.d Giovanni Castellucci.

“Se ne va un grande trevigiano, esponente di una famiglia di imprenditori che è diventata il simbolo stesso dell’imprenditoria ‘made in Veneto'”. Lo ricorda il presidente della Regione, Luca Zaia. “La famiglia Benetton, sin dagli albori della loro storia imprenditoriale – afferma Zaia – ha rappresentato un modo diverso e nuovo di fare impresa. Ha innovato il concetto e i metodi di produzione, ha rivoluzionato vendita e marketing, ha creato nuovi gusti e un nuovo linguaggio pubblicitario”. 

“Il Sindaco Mario Conte e tutta l’Amministrazione Comunale di Treviso, nello stringersi alla famiglia in un ideale abbraccio, intendono esprimere il proprio cordoglio per la scomparsa di Gilberto Benetton, imprenditore sopraffino che ha scritto pagine importanti e di successo della storia economica, culturale e sportiva non solo di Treviso ma di tutta Italia”. Lo afferma una nota del Comune di Treviso.