Gino Paoli accusato di evasione: “Due milioni portati in Svizzera”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 febbraio 2015 11:39 | Ultimo aggiornamento: 19 febbraio 2015 14:28
Gino Paoli accusato di evasione: "Soldi in Svizzera"

Gino Paoli accusato di evasione: “Soldi in Svizzera”

GENOVA – Due milioni di euro portati illecitamente in Svizzera, per un totale di 800mila euro evasi al Fisco italiano. E’ questa l’accusa contro Gino Paoli: la Guardia di Finanza ha perquisito la sua abitazione a Genova alla ricerca di prove e documenti. In particolare sarebbero state raccolte, nel corso dell’indagine, anche le intercettazioni tra il cantante e il suo commercialista.

L’inchiesta su Gino Paoli nasce da alcune intercettazioni fatte nell’ambito dell’inchiesta sulla maxi truffa ai danni di banca Carige. Nell’inchiesta gli inquirenti ascoltano le telefonate del commercialista Andrea Vallebuona, professionista del quale si è avvalso anche l’ex presidente di Carige Giovanni Berneschi, che parla con il cantautore, suo cliente.

Nelle telefonate i due parlerebbero di trasferire i soldi (circa due milioni di euro) in Svizzera attraverso il Centro fiduciario di Carige. Vallebuona era finito in carcere nell’inchiesta Carige.

Gino Paoli, secondo quanto emerso nelle indagini, avrebbe portato in Svizzera due milioni di euro nel 2008. I soldi non sono stati scudati né sono stati oggetto di dichiarazione di reddito. L’evasione fiscale, secondo gli investigatori, ammonterebbe quindi a circa 800 mila euro e non sarebbero stati dichiarati nel 2009. Gli inquirenti vogliono capire in quale banca svizzera sarebbero stati portati i soldi, per questo sono in corso le perquisizioni.

Le perquisizioni hanno toccato anche alcune società riconducibili al cantautore. Le Fiamme gialle hanno perquisito la Edizioni musicali senza fine, la Sansa e la Grande Lontra, domiciliate presso un’altra società, la Sis data, con sede in via Ippolito d’Aste a Genova.