Gioco d’azzardo, Eurispes: reprimere il gioco legale favorirà quello illegale e la criminalità

di redazione Blitz
Pubblicato il 9 maggio 2019 13:30 | Ultimo aggiornamento: 9 maggio 2019 13:30
Gioco d'azzardo, Eurispes: reprimere il gioco legale favorirà quello illegale e la criminalità

Gioco d’azzardo, Eurispes: reprimere il gioco legale favorirà quello illegale e la criminalità

ROMA – La lotta al gioco d’azzardo che ha prodotto la legge regionale 9/2016 in Piemonte ha portato ad un crollo di videolottery e news slot dell’80%, ma anche a 5.200 posti di lavoro perduti e 220 milioni in meno nelle casse dello Stato. E rischia di incrementare la diffusione del gioco illegale. I dati sono quelli del rapporto Gioco pubblico e dipendenze in Piemonte realizzato dall’Osservatorio Giochi, legalità e patologie dell’Eurispes. 

A lanciare l’allarme sui rischi per la diffusione del gioco illegale è il Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Federico Cafiero De Raho: “Oltre alle infiltrazioni criminali, è certo che l’area del gioco presenti dei rischi per la salute dei cittadini, anche se i dati oggi in nostro possesso sono, forse, meno allarmanti di quelli che emergono dal consumo di tabacco, di droghe e di alcol. È quindi necessario attrezzarsi per questa specifica dipendenza “sine substantia”, che inoltre molto spesso si manifesta in connubio con altre forme di dipendenza “da sostanza”. Ma pensare di intervenire vietando di fatto di giocare legalmente, per un verso non garantisce una libertà che deve essere comunque rispettata, per l’altro spalanca praterie per il gioco illegale. La repressione deve riguardare l’illegalità, e in proposito la politica dovrebbe intervenire dotando le Forze dell’ordine e gli inquirenti di strumenti più avanzati. Una cosa è certa: il proibizionismo, in questo come in altri settori, ha sempre dimostrato di non essere una soluzione”.

Come spiegato poi da Antonio De Donno, presidente del Comitato Scientifico dell’Osservatorio Permanente su “Giochi, Legalità e Patologie” di Eurispes, e Procuratore Capo della Repubblica di Brindisi, “proibizionismo e para-proibizionismo altro non sono che l’anticamera del gioco illegale gestito dai settori malavitosi. Alcune iniziative assunte dalle Autonomie locali ed “eccedenti” il così detto “spirito dell’Intesa”, quali la riproposizione sic et simpliciter dello strumento del “distanziometro” e la compressione degli orari giornalieri nei quali è possibile esercitare il gioco legale, certo inconsapevolmente producono il rischio di una ripresa dell’area dell’illegalità. Ogni eccessiva “compressione” delle dinamiche logistiche ed orarie relative al gioco legale, in primo luogo rafforza l’identità problematica del giocatore a rischio o patologico”. 

Secondo il report del III Reparto Operazioni del Comando Generale della Guardia di Finanza a livello nazionale, solo attraverso il web, nel 2018 il volume di giocate raccolte con meccanismi di frode sulle scommesse è valutato in 4,5 miliardi di euro. Si tratta del frutto di movimenti illeciti, che fluisce su conti cifrati in banche estere, anche di Paesi appartenenti all’Unione europea, per essere reinvestito principalmente nell’acquisto di immobili di lusso, proprietà e titoli azionari, in Italia e in Europa.

Le indagini di polizia giudiziaria concluse lo scorso anno sono state 204, di cui 136 in materia di giochi e 68 in materia di scommesse. In totale le violazioni riscontrate sono state 2.056, con 1.037 persone denunciate all’Autorità giudiziaria.

Sul piano dei controlli amministrativi, la Guardia di Finanza ha effettuato ispezioni in 4.390 esercizi, accertando 913 violazioni che hanno portato alla denuncia di 283 persone. Sono stati, inoltre, sequestrati 1.263 punti clandestini di raccolta scommesse, 534 apparecchi “Totem” e altri 860 congegni.

Per quel che riguarda gli apparecchi da gioco, la Guardia di Finanza ha individuato un vero e proprio “campionario” di sistemi illeciti. Tra questi vi sono l’uso di apparecchi con schede di gioco illegali e dotati di software diverso da quello autorizzato, e l’occultamento, in un doppiofondo dell’apparecchio, di schede in grado di leggere le giocate clandestine.

Gli apparecchi illegali apparentemente propongono “giochi su Internet promozionali”, ma in verità celano un’offerta di giochi d’azzardo che, in alcuni casi, può essere attivata o disattivata da remoto dal gestore stesso. I “Totem” sono apparecchi non collegati alla rete dei Monopoli di Stato che, tramite connessione Internet, consentono di accedere a siti con server posti in paesi esteri e permettono l’accesso ad un’offerta estremamente ampia che include giochi analoghi a quelli proposti dagli apparecchi legali che offrono il gioco pubblico, e che sono normati dall’art. 110 comma 6 TULPS.

In sostanza, i “Totem” rappresentano una delle forme di offerta di gioco non autorizzata e gestita dalla criminalità organizzata, alternativa all’offerta di gioco pubblico tramite AWP e VLT che è oggetto delle limitazioni territoriali previste dalle normative regionali, quale quella piemontese, emanate per il contrasto della dipendenza da gioco.

Per il 2018 l’evasione fiscale collegata a queste attività illecite è quantificata in oltre 44 milioni di euro di imposta evasa, su una base imponibile di oltre 800 milioni di euro. (Fonte: Eurispes)