Gioco illegale, in Emilia Romagna infiltrazioni della ‘ndrangheta

di redazione Blitz
Pubblicato il 25 Luglio 2019 10:24 | Ultimo aggiornamento: 25 Luglio 2019 10:57
gioco illegale

(Foto archivio Ansa)

ROMA – La Guardia di Finanza ha confiscato un patrimonio da 400mila euro riconducibile ad uomo vicino ad un uomo di una cosca nell’ambito di un’indagine sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta in Emilia-Romagna nel settore del gioco illegale. A renderlo noto è la Direzione investigativa antimafia nella relazione consegnata al Parlamento sul secondo semestre del 2018. 

Il sequestro è stato eseguito dai finanzieri lo scorso novembre. Il provvedimento trae origine dall’operazione Black Monkey del 2013, “che aveva rilevato le modalità di infiltrazione della ‘ndrangheta nel territorio emiliano-romagnolo nel settore del gioco online illegale”, ricorda la Dia.

Nella stessa relazione la Direzione investigativa antimafia ha ricordato come le organizzazioni criminali “cambiano pelle” e, grazie a “facilitatori” e “artisti del riciclaggio” si insinuano sempre più nel mondo della finanza, eleggendo il nord Italia come loro capitale finanziaria. Un allarme che conferma quello che il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Federico Cafiero de Raho ripete da mesi: le mafie sono sempre più a caccia di soggetti che sappiano usare l’indice non per sparare ma per fare click su un mouse e sposare ingenti quantità di denaro da un paradiso off shore all’altro. 

Mafia, ‘ndrangheta e camorra, dice la Dia, operano sempre più “secondo modelli imprenditoriali variabili” che vengono calibrati su ogni realtà economica in cui le organizzazioni si infiltrano e che colpiscono “indistintamente” tutti i settori economici. Un modus operandi che funziona in Italia e all’estero, dove ormai le cosche – la ‘ndrangheta soprattutto ma anche Cosa nostra – hanno impiantato strutture permanenti.

Come veri e propri broker finanziari dunque, i mafiosi del 2019 variano il ‘paniere’ dei propri investimenti “a seconda della situazione che si trovano ad affrontare”. Ma per fare questo le cosche hanno bisogno di professionisti più che di picciotti. Ci sono decine di colletti bianchi, scrivono gli investigatori, “che prestano la loro opera proprio per schermare e moltiplicare gli interessi economico-finanziari”: personaggi capaci di gestire transazioni internazionali da località off shore, “offrendo riservatezza e una vasta gamma di servizi finanziari”. (Fonti: AgiPro, Ansa)