Gioele, Tac sui resti del piccolo. Torna l’ipotesi che sia rimasto ferito nell’incidente

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 Agosto 2020 10:29 | Ultimo aggiornamento: 26 Agosto 2020 10:29
Gioele, Tac sui resti del piccolo. Torna la pista che sia rimasto ferito nell'incidente

Gioele, Tac sui resti del piccolo. Torna la pista che sia rimasto ferito nell’incidente (Foto Ansa)

E’ il giorno dell’autopsia dei resti del piccolo Gioele. Si capirà come è morto il bimbo di 4 anni scomparso per giorni insieme ala madre Viviana Parisi.

Prima dell’autopsia sul corpo di Gioele, sarà eseguita una Tomografia assiale computerizzata (Tac) al Policlinico di Messina sui resti del bambino. Il corpo della donna è stato trovato l’8 agosto, cinque giorni dopo la scomparsa, quello del bimbo il 18 agosto.

La Tac, spiega Daniela Sapienza, medico legale della task force di esperti che parteciperà all’esame medico legale, servirà ad effettuare dei “rilievi antropometrici” per “correlare il soggetto all’età anagrafica, sesso, e quanto utile per fare i rilievi antropologici” e potere permettere la possibile “identificazione” della piccola vittima. “Poi – aggiunge – andremo a vedere se ci sono segni di lesività macroscopica e di determinare l’epoca della morte”.

Nuovi accertamenti anche presso il laboratorio genetico forense della Polizia scientifica di Palermo, per esaminare alcune tracce biologiche, sei in tutto, ritrovate sulla Opel Corsa di Viviana Parisi. Gli esperti nominati dal Procuratore di Patti Angelo Vittorio Cavallo dovranno accertare di che tipo di tracce biologiche si tratta e, soprattutto, se sono recenti.

Tra le ipotesi avanzate dalla Procura c’è di nuovo quella dell’incidente stradale in cui il piccolo, senza la cintura allacciata al seggiolino, avrebbe sbattuto la testa e si sarebbe ferito. Ma allora perché poi Viviana si sarebbe allontanata con il piccolo ferito?

Il tempo trascorso non è un ostacolo

“Sono qui per occuparmi della geologia forense, quindi dell’analisi dei terricci e dei territori. Vedremo quale sarà la compatibilità dei terricci con i reperti ritrovati e con i luoghi. E’ un lavoro complicato, come quello di tutti gli altri esperti”. Lo ha detto Roberta Somma, la geologa forense nominata perito dalla Procura di Patti nell’inchiesta sul giallo di Caronia, arrivando al Policlinico di Messina. L’esperta ha sottolineato che il tempo trascorso per il ritrovamento dei corpi, “non è un’ostacolo per il lavoro” che deve svolgere. (Fonte Ansa).