“Quei giornali violano la privacy”: due istruttorie del Garante su Giornale e Corriere

Pubblicato il 9 Marzo 2011 20:57 | Ultimo aggiornamento: 10 Marzo 2011 14:14

ROMA  – Doppia istruttoria aperta dal Garante per la privacy su due articoli pubblicati dal Giornale e dal Corriere della Sera. L’Authority ha preso di mira il quotidiano di via Solferino per la pubblicazione di informazioni dell’estratto conto del premier Berlusconi, comparse in un articolo pubblicato mercoledì.

L’altra istruttoria riguarda il Giornale, che ha pubblicato i contenuti delle mail di alcuni magistrati. ”A seguito di segnalazioni ricevute da parte di soggetti interessati – si legge in un comunicato diffuso dall’Authority -, il Garante per la protezione dei dati personali ha avviato un’attività istruttoria in ordine alla pubblicazione di informazioni personali da parte di due quotidiani”.

”Un’istruttoria – si legge ancora – riguarda la pubblicazione da parte di un quotidiano del contenuto di e-mail scambiate all’interno di una mailing list riservata a magistrati, compresa, in particolare, la diffusione di indirizzi di posta elettronica privati di alcuni iscritti alla lista. L’altra istruttoria si riferisce alla pubblicazione, da parte di un altro quotidiano, di informazioni relative ad un estratto conto, ricondotto dal giornale all’on. Silvio Berlusconi”.

“Mi sorprende che i magistrati invochino per loro il diritto alla privacy che regolarmente calpestano”: è il commento del direttore del Giornale Alessandro Sallusti. ”Non sono cittadini diversi dagli altri. E’ sospetto che la loro categoria non abbia mai invocato l’intervento del Garante quando nel tritacarne mediatico provocato dalle loro inchieste sono finiti comuni cittadini, giornalisti o politici a loro non graditi”.

”Il Giornale – conclude Sallusti – si è limitato a pubblicare una notizia e cioè che alcuni pm stanno dando la caccia al premier a prescindere da fatti giudiziari”.

Il Corriere risponde dalle sue colonne scrivendo: “Il Corriere ha riferito del conto usato dal premier per pagare ragazze elencate dall’inchiesta: è depositato agli atti, noto alla difesa, non coperto da segreto. Pertinenti sono le notizie sui milioni in assegni cambiati in contanti, e sulle spese per i regali analoghi a quelli per le ragazze. Di interesse pubblico sono il compenso a un docente poi eletto al Csm, e la questione spesso evocata dal premier dei tanti soldi spesi per i propri legali“.