Giovanna Galatolo, la figlia del boss: “Ecco come mio padre comandava dal carcere”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 febbraio 2014 13:45 | Ultimo aggiornamento: 13 febbraio 2014 13:45
Giovanna Galatolo

Giovanna Galatolo

PALERMO – “Mio padre comandava dal carcere. Attraverso segni convenzionali ci diceva cosa dovevamo fare” dice Giovanna Galatolo, neocollaboratrice di giustizia e figlia del boss Enzo, condannato per l’omicidio del generale Carlo Alberto dalla Chiesa e coinvolto anche nell’inchiesta sul fallito attentato dell’Addaura a Giovanni Falcone:

“Mio padre impartiva le sue direttive durante i colloqui – ha raccontato la figlia, sentita nel processo all’ex deputato Franco Mineo e ad Angelo Galatolo – Faceva pure telefonate dal carcere per parlare con i suoi familiari. Vivevano tutti nello stesso palazzo, quindi bastava parlasse con uno che parlava con tutti”.

“Ho passato soldi di mio padre a Gaetano Galatolo e a suo figlio Angelo – ha detto – Questi soldi erano in parte di mio padre e in parte della famiglia mafiosa. Sia Gaetano che Angelo Galatolo tenevano rapporti con mio padre Enzo fino all’anno scorso”. E ancora sul bar Esedra, sequestrato: “Il bar Esedra, che prima si chiamava Snoopy, era gestito da mio zio Giuseppe – ha raccontato la pentita – So che è rimasto nell’orbita di Cosa nostra anche dopo la sua cessione. So che mio cugino Angelo di Gaetano aveva interessi in questo bar. So che il negozio Vegard era di interesse di mio cugino Angelo”.