Giovanni Asperti morto in Siria combattendo coi curdi, il fratello: “Non era estremista”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 gennaio 2019 11:55 | Ultimo aggiornamento: 9 gennaio 2019 11:55
Giovanni Asperti morto in Siria combattendo coi curdi, il fratello: "Non era estremista"

Giovanni Asperti morto in Siria combattendo coi curdi, il fratello: “Non era estremista”

ROMA – “Non era un estremista”. Stefano Asperti, preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’università Sapienza, cerca di spiegare il gesto del fratello Giovanni Asperti, il 53enne, morto in Siria settentrionale dopo essersi unito ai miliziani curdi che combattono contro l’Isis. “Per come era Giovanni posso soltanto credere che la sua scelta di unirsi ai militanti curdi sia dipesa da una rottura profonda nella sua vita che nulla ha a che vedere, però, con la politica, l’estremismo, l’ideologia”, spiega.

Intervistato da Camilla Mozzetti per Il Messaggero, il fratello di Giovanni Asperti spiega: “Giovanni era venuto a trovarmi a Roma solo due settimane prima di partire per la Siria. Era metà luglio. Abbiamo passato del tempo insieme con i nostri figli, era felice o almeno, così sembrava. C’erano ancora i Mondiali di calcio, vedevamo insieme le partite. Sembrava tutto normale”.

Quindi Stefano Asperti prosegue: “E poi ci ha detto che sarebbe partito per l’estero, non per la Siria ovviamente, perché la sua azienda, una società che collabora con l’Eni, gli aveva affidato un incarico. Negli ultimi tempi si era occupato di bonifica e dismissione degli impianti petroliferi e quindi era credibile un impegno fuori dall’Italia per motivi analoghi. Ci aveva detto che sarebbe partito a fine luglio e così poi ha fatto, ma per una destinazione che noi abbiamo scoperto solo molti giorni dopo”.

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