Giovanni Carlo Mura, c’è una testimone nel delitto di Mondovì

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 Giugno 2013 10:08 | Ultimo aggiornamento: 3 Giugno 2013 10:08
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Giovanni Carlo Mura (foto Ansa)

CUNEO  – Potrebbe esserci una svolta nelle indagini sulla morte di Giovanni Carlo Mura, l’operario accoltellato e bruciato in una stradina del rione Altipiano a Mondovì, vicino Cuneo.

Gli investigatori avrebbero rintracciato, esaminando le telefonate nella memoria del cellulare della vittima, una ragazza che sarebbe stata l’ultima a parlare con Mura. Anzi, i due si sarebbero incontrati, poco dopo la mezzanotte, sulle scale antincendio della scuola vicino a dove è stato trovato il cadavere. La ragazza, tuttavia, sarebbe solo una testimone. Al momento gli inquirenti non escludono neppure un suicidio, pur se questa ultima ipotesi parrebbe quasi irreale.

Le indagini dei carabinieri sono proseguite senza sosta, mentre familiari ed amici si sono recati in una mesta processione dove il 1 giugno è stato trovato il corpo dell’operaio, con un cavo spezzato attorno al collo e una decina di ferite da coltellate al petto, e parzialmente bruciato, in una cunetta sul bordo della strada nella zona dei Passionisti, davanti all’ingresso dell’Istinto agrario ‘Marisa Bellisario’. I parenti più stretti hanno deposto un mazzo di rose bianche e biglietti d’addio.

I carabinieri a poca distanza dal corpo, assieme al coltello, hanno rinvenuto la prima parte del cavo spezzato ancora pendente dall’albero, un accendino zip, un contenitore di diavolina, il cellulare del giovane. Ed è attraverso il controllo dei tabulati che avrebbero rintracciato una ragazza, che Carlo avrebbe poi incontrato.

La giovane avrebbe lasciato Mura dopo aver parlato con lui a lungo. In quello stesso posto dove sono state ritrovate alcune bottiglie di birra vuote, lo zainetto e un libro. Le bottiglie – è stato appurato dalle ricevute – erano state acquistate dopo le 21 in corso Italia, da meno di un chilometro dalla scuola. Il passaggio a piedi di Mura è stato registrato anche dalle telecamere di sicurezza. Stamani il padre Renzo, finanziere a Genova, è stato ascoltato a lungo dai carabinieri. Poi nel primo pomeriggio, col figlio Roberto ha ottenuto il permesso di vedere il corpo del figlio, ora composto all’obitorio del cimitero di Mondovì. L’autopsia sarà effettuata mercoledì mattina.