Giovanni Falcone, lettera inedita: “Da Palermo a Roma ma non è un abbandono”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 Marzo 2015 14:18 | Ultimo aggiornamento: 1 Marzo 2015 14:18
Giovanni Falcone, lettera inedita: "Da Palermo a Roma ma non è un abbandono"

Giovanni Falcone

ROMA – Giovanni Falcone non considerava “un abbandono” il suo passaggio dalla Procura di Palermo al ministero di Giustizia a Roma. E’ lo stesso magistrato ucciso dalla mafia il 23 maggio 1992 a spiegarlo in una lettera inedita, pubblicata da ‘L’Ora’ di Palermo. 

Nella missiva Falcone scriveva:

“Sono convinto che il mio posto sia a Palermo, ma ci sono momenti in cui occorre fare delle scelte e impiegare tutte le energie possibili per la lotta alla mafia. Mi creda il mio non è un abbandono”.

Il messaggio del magistrato è contenuto in poche righe in una lettera di risposta al professore Vincenzo Musacchio, un docente di diritto che lo invitava a restare a Palermo.

Si tratta forse di una delle ultime lettere del magistrato finito sotto i colpi della mafia. Falcone aveva ribadito più volte, anche interviste, che la scelta di accettare l’incarico a Roma non era una via per lasciare l’opera intrapresa a Palermo.

In queste poche righe, oggi rese note dal giornale siciliano da poco tornato in edicola, mette nero sui bianco quanto pensava. E al giovane docente che lo invitava a restare in Sicilia manda anche un altro messaggio: “Continui a credere nelle giustizia, c’è tanto bisogno di giovani con nobili ideali”.