Giovanni Maria Azzena fu arrestato per usura. Ombra-strozzini su strage Tempio

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Maggio 2014 11:52 | Ultimo aggiornamento: 19 Maggio 2014 11:52
Giovanni Maria Azzena fu arrestato per usura. Ombra-strozzini su strage Tempio

Giovanni Maria Azzena (a destra) fu arrestato per usura. Ombra-strozzini su strage Tempio (foto Ansa)

ROMA – Giovanni Maria Azzena era stato arrestato per usura nel 2008. Motivo per cui gli investigatori privilegiano la pista usura per la strage di Tempio Pausania (oltre a Azzena, sono stati uccisi la moglie Giulia Zanzani e il figlio Pietro).

L’uomo nel 2008 era stato arrestato in un’operazione della Guardia di finanza denominata ‘Lotta allo strozzino’ e legata all’usura e alle estorsioni.

Con lui erano finite in cella altre due persone. I tre avrebbero prestato denaro in cambio di assegni postdatati, ma la cifra richiesta era molto più alta rispetto al denaro prestato: con tassi di usura variabili tra il 50 e il 200%. Per Azzena, Osvaldo Premuselli e il napoletano Pietro Dati, la procura aveva chiesto il rinvio a giudizio.

Nonostante in paese Azzena sia descritto come una persona gioviale e serena, sempre sorridente, dalle indagini dell’epoca era emerso un altro aspetto del suo carattere.

Da una intercettazione telefonica, in particolare – riproposta da L’Unione Sarda – si trae l’immagine di un uomo duro con i deboli, i poveracci a cui avrebbe prestato i soldi con interessi vorticosi.

“Io sono buono ma divento molto cattivo, molto cattivo hai capito, io so che sei venuto a domandarmi i soldi piangendo e te li ho dati”, questa la registrazione della chiamata. I carabinieri stanno ora lavorando sul fronte dei commercianti che si sarebbero rivolti a lui per i prestiti.

Quella dell’usura tuttavia non è l’unica pista investigativa battuta. Azzena e la moglie gestivano avevano un negozio di abbigliamento e calzature per bambini, ‘Azzena Baby Trend‘, in via Villa Marina. L’omicidio potrebbe quindi essere riconducibile alla loro attività.

Dalle poche indiscrezioni che trapelano, sembra che qualcuno abbia cercato di modificare la scena del delitto: troppo poco il sangue trovato intorno ai tre cadaveri, come se una mano misteriosa avesse cercato di eliminare le tracce del massacro.

Non è ancora sicura nel frattempo la causa della morte: se i coniugi Azzena e il figlio Pietro siano morti soffocati a causa del filo elettrico trovato intorno al collo o per i colpi inferti alla testa da un oggetto contundente, probabilmente una spranga.