Giovanni Murru uccise ex Federica Madau: condannato a 30 anni, “era capace di intendere e volere”

di redazione Blitz
Pubblicato il 23 giugno 2018 0:03 | Ultimo aggiornamento: 23 giugno 2018 0:42
Giovanni Murru uccise ex Federica Madau

Giovanni Murru (foto Ansa)

CAGLIARI – Condannato a trent’anni per l’omicidio della moglie a Iglesias. Il Gup del tribunale di Cagliari, Ermengarda Ferrarese, ha accolto le richieste del pubblico ministero Danilo Tronci e ha inflitto a Giovanni Murru, 46 anni, una condanna a 30 anni di carcere [ App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui, – Ladyblitz clicca qui – Cronaca Oggi, App su Google Play ] per aver ucciso con dieci coltellate Federica Madau, 32 anni, il 2 marzo dello scorso anno.

Il giudice non ha riconosciuto l’incapacità di intendere e di volere dell’imputato, ritenendo che l’uomo fosse perfettamente lucido al momento dell’omicidio avvenuto a Iglesias, dove la coppia abitava. Chiusa la discussione del processo che si è celebrato con il rito abbreviato, senza replica da parte del pubblico ministero, il giudice si è chiuso per due ore in camera di consiglio prima di uscire e leggere la sentenza. L’imputato era presente in aula, scortato dagli agenti della polizia penitenziaria.

Non un atto di follia, ma un omicidio con anche l’aggravante della premeditazione. Alla fine, dopo una guerra di consulenze e perizie psichiatriche, il giudice Ermengarda Ferrarese si è convinta che Giovanni Murru, 46 anni di Iglesias, era capace di intendere e di volere quando con 10 coltellate uccise la moglie Federica Medau, 32 anni, che lo aveva lasciato pochi mesi prima di essere barbaramente uccisa.

La condanna a 30 anni di reclusione, inflitta oggi, tiene conto dello sconto di pena previsto per il rito abbreviato, ma non prende in considerazione le consulenze della difesa e dell’accusa che avevano rimarcato la perdita di lucidità dell’imputato. Per questa ragione il Gup aveva nominato un proprio perito: l’esperto aveva così stabilito che, seppure scemata, la capacità di intendere dell’imputato non era stata persa. Dal momento del suo arresto, Giovanni Murru è rimasto sempre rinchiuso nel carcere di Uta, sotto stretta vigilanza e ha scritto dal carcere due lettere nelle quali raccontava il delitto.