Giovannina Serra, vicini: “Minacciò di far esplodere palazzo, accecò pompiere”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 Gennaio 2015 14:48 | Ultimo aggiornamento: 22 Gennaio 2015 14:48
Giovannina Serra, i vicini: "Minacciava da tempo di far esplodere il palazzo"

Giovannina Serra, i vicini: “Minacciava da tempo di far esplodere il palazzo”

ROMA – Giovannina Serra litigava in continuazione con i vicini e li insultava. Tutti nel palazzo la evitavano. “Una donna con l’odio negli occhi, sempre arrabbiata”, raccontano i vicini. La Serra, 83 anni, è accusata di strage e omicidio per l’esplosione del palazzo in via Galati a Roma e si dice innocente.

Ma i vicini parlano di strage annunciata: “Minacciava da tempo di far esplodere il palazzo e ci aveva già provato lo scorso 3 gennaio”. E in quella occasione la Serra accecò anche un pompiere spruzzandogli profumo negli occhi.

Rita Cavallaro su Libero quotidiano scrive:

“I vicini di casa per lei erano il nemico, perché nessuno aveva preso le sue parti contro la famiglia del quarto piano, «colpevole» di aver comprato l’appartamento di suo marito e soprattutto di averla sfrattata”.

Una signora “sempre arrabbiata”, dice ancora la vicina:

“«Era sempre arrabbiata, con tutti. Alle riunioni di condominio spesso inveiva contro gli altri condomini, solo perché si erano permessi di contraddirla. Molte volte l’ho sentita urlare per le scale – racconta – le discussioni più furibonde erano quelle che avvenivano con i nuovi proprietari»”.

Anche la nuora della signora Frangini, la famiglia che abita al quarto piano, fa un ritratto di Giovannina estremamente negativo:

“«Era fuori di testa, sempre solitaria e stizzita, non aveva manco un’amica. Non ho capito perché non l’abbiano fermata prima che facesse i morti», si interroga. «C’erano state avvisaglie, aveva ricevuto già sei denunce proprio perché aveva urlato che avrebbe fatto saltare tutti per aria»”.

E lo scorso 3 gennaio, raccontano ancora i vicini, la Serra aveva già provato a far esplodere l’appartamento e aveva accecato un pompiere che era intervenuto:

“«Sentivamo puzza di gas e abbiamo chiamato i pompieri. Sono arrivati e hanno capito che l’odore veniva dall’appartamento della Serra. Hanno suonato alla porta, lei ha aperto e vedendo i vigili del fuoco ha immediatamente cercato di richiudersi dentro. Un pompiere però ha bloccato l’uscio con un piede e lei, per impedirgli di entrare, gli ha spruzzato un profumo negli occhi. Poverino, non vedeva niente, davvero incredibile»”.

L’inquilina che abita al piano superiore a quello di Giovannina dice:

“«L’anno scorso, con mio marito, ci siamo affacciati al balcone e abbiamo sentito puzza di bruciato. C’era lei, sotto, che stava dando fuoco a una poltrona – ricorda la donna – l’abbiamo chiamata, le urlavamo “che fai?”, ma lei niente. Non apriva neppure la porta. Insomma, mio marito è stato costretto a prendere una scala e calarsi giù sul balcone, con il rischio di volare sotto. Questa non era una persona instabile?», si stizzisce”.

Intanto gli investigatori continuano a cercare il tipo di innesco che ha provocato l’esplosione, mentre nella sua nuova casa è stato trovato un pezzo di stoffa compatibile con quello sequestrato nell’appartamento esploso:

“in alcuni cassetti, hanno scovato altri biglietti dal contenuto analogo a quello lasciato sulla Smart parcheggiata davanti al palazzo di via Galati, su cui c’era scritto: «Il Signore questa casa non ve la farà godere perché siete ladri».

Sui reperti cartacei è in corso una perizia calligrafica che, confrontata con il messaggio lasciato sull’auto, confermi che le frasi siano state scritte dalla stessa mano. Intanto la Procura di Roma è pronta a chiedere la convalida del fermo dell’anziana e l’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare. Per il momento Giovannina, che è proprietaria di appartamenti sia a Roma che in Sardegna, è rinchiusa nel carcere di Rebibbia, in isolamento.

Nei suoi confronti le accuse sono pesantissime: strage e omicidio. Ma lei non sembra preoccuparsene. Quello che le stava più a cuore, cioè la tremenda vendetta per lo sfratto subìto, l’ha portato a termine senza rimorsi”.