Giubileo 2015, Atac e Ama aspettano da 15 anni soldi del Giubileo 2000…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Marzo 2015 10:00 | Ultimo aggiornamento: 18 Marzo 2015 10:07
Giubileo 2015, Atac e Ama aspettano da 15 anni soldi del Giubileo 2000...

Giubileo 2015, Atac e Ama aspettano da 15 anni soldi del Giubileo 2000…

ROMA – Sono passati 15 anni dal Giubileo del 2000 e le società Atac e Ama non sono ancora state pagate dallo Stato. Ora che Papa Francesco ha indetto un nuovo Giubileo il prossimo 8 dicembre 2015 il Comune di Roma ha deciso di chiedere dei contributi una tantum per le spese straordinarie che dovrà sostenere. Peccato che dal 2000 ad oggi il Comune non abbia ancora visto i soldi promessi ad Atac e Ama per i costi extra sostenuti ormai 15 anni fa.

Giuseppe Gioffreda e Fabio Rossi sul Messaggero spiegano che un Giubileo richiede spese extra a partire dal rafforzamento dei mezzi pubblici e intensificazione del servizio, ma anche della pulizia delle strade e dello smaltimento dei rifiuti, che inevitabilmente aumentano con il grande afflusso di persone. Nonostante ogni anno Atac riproponga alla voce crediti quei 13.1 milioni di euro che ancora attende, e con le nuove spese in arrivo spera ancora di recuperarli:

“Non poco, visto che la richiesta complessiva allo Stato, da parte della società che gestisce il trasporto pubblico locale della Capitale, era complessivamente di 78 milioni. Tutto ciò mentre il Campidoglio ha già avviato la trattativa con Palazzo Chigi per i fondi necessari al Giubileo straordinario proclamato da papa Francesco. Trecento milioni serviranno per potenziare il trasporto pubblico della Città eterna, già adesso in forte difficoltà, che dovrà sopportare l’onda d’urto di 20-25 milioni di pellegrini che lo utilizzeranno nell’arco di 12 mesi: 120 milioni saranno utilizzati per la manutenzione straordinaria delle linee A e B della metropolitana, altrettanti per adeguare il contratto di servizio delle ferrovie regionali (tra Regione e Trenitalia) che oggi ammonta a 240 milioni annui Ma, se all’appello mancano ancora parte dei finanziamenti che sarebbero dovuti arrivare tre lustri fa, c’è poco da stare allegri.

IL CREDITO
Peraltro l’Atac non ha ancora formalmente rinunciato a quei soldi, tanto che ogni anno li ripropone alla voce “crediti” del bilancio aziendale, ma con sempre minori speranze di vederli davvero. Sarà importante, ora, capire quali sono le reali prospettive di finanziamento per i dodici mesi di celebrazioni che la Città eterna attende a partire dal prossimo 8 dicembre.

PULIZIA E RIFIUTI
Situazione simile quella che riguarda l’Ama. L’azienda di via Calderon de la Barca si è addirittura rivolta al Tribunale, contro la Presidenza del consiglio e il ministero delle Infrastrutture, per vedersi riconoscere la somma di 11 milioni di euro come «pagamento dei servizi di igiene urbana prestati in occasione del grande Giubileo del 2000». L’atto di citazione dell’Ama ha aperto una lunga controversia, dovuta al conflitto di competenza sulla materia tra la giustizia ordinaria e quella amministrativa. Ora sarà la Cassazione a dirimere la spinosa questione, ma se ne parlerà soltanto a inizio 2018, con tempi di (eventuale) recupero dei fondi che si allungano a dismisura. Vale la pena ricordare che l’Azienda municipalizzata per l’ambiente allora chiese, per i servizi straordinari di pulizia della città e smaltimento dei rifiuti, l’equivalente in lire di 72 milioni di euro.

Tra gli extra costi richiesti dal Campidoglio per l’Anno santo straordinario ci sono anche cento milioni da spendere per la manutenzione straordinaria della rete stradale romana, attualmente impresentabile, 140 per la gestione dell’accoglienza e, appunto, un altro centinaio per la pulizia cittadina e lo smaltimento dei rifiuti. Ma l’Ama è da anni in causa con chi glieli dovrebbe versare.

GLI ALTRI COSTI
A carico del Campidoglio, durante il Giubileo, ci saranno anche gli straordinari dei dipendenti comunali, a partire dai vigili urbani, che costeranno poco meno di 20 milioni di euro. A questi si aggiungono altri 150 milioni, stavolta di competenza dello Stato, necessari a incrementare il livello della sicurezza in città, un mese dopo la chiusura dell’Expo di Milano, con il trasferimento a Roma di cinquemila uomini delle forze dell’ordine. Un totale superiore agli 800 milioni che qualcuno dovrà pagare, affinché non sia caricato sulle spalle dei romani. Purché gli impegni, questa volta, vengano interamente rispettati”.