Giubileo, da Gabrielli allarme droni: No-fly zone tutta Roma

di Edoardo Greco
Pubblicato il 19 Novembre 2015 15:57 | Ultimo aggiornamento: 19 Novembre 2015 16:02

ROMA – Ci sono anche i droni fra le possibili minacce terroristiche che incombono sul Giubileo. L’allarme lo ha lanciato il prefetto di Roma Franco Gabrielli, che è anche commissario per l’evento religioso che richiamerà pellegrini da tutto il mondo a partire dal prossimo 8 dicembre.

Gabrielli pensa a una no fly zone (divieto di sorvolo) su tutta l’area di Roma per l’intera durata del Giubileo Straordinario della Misericordia, indetto da papa Francesco in occasione del cinquantesimo anniversario della conclusione del Concilio Vaticano II (8 dicembre 1965), evento che terminerà il 20 novembre 2016.

Presentando il logo “Roma per il Giubileo”, (slogan: “Obiettivi straordinari con risorse straordinarie”). Gabrielli ha parlato della misura anticipata dopo la strage di Parigi dal ministro dell’Interno Angelino Alfano. Misura che prevede la possibilità di intercettare ed abbattere i droni e “l’ampliamento della no fly zone. Ci sono alcune zone della Capitale, praticamente tutta la città, che sono interdette al volo aereo per tutto il periodo del Giubileo”. Gabrielli ha detto che

Non esiste rischio zero. Credo che il Paese nella sua interezza, Roma nella sua specificità, possa essere oggetto di una minaccia che ovviamente è per molti aspetti indefinita. I metodi e le tecniche possono essere le più disparate. Esiste un sistema anti-terrorismo. Il messaggio che dobbiamo dare ai cittadini è: continuare a vivere la vita che è giusto che vivano. Le istituzioni devono realizzare una cornice di sicurezza dove, ribadisco, non esiste il rischio zero”.

Di messaggi, allarmi, sollecitazioni ne avremo in maniera industriale perché spesso risponde agli interessi più disparati, a chi vuole creare confusione, a chi ha obiettivi più sofisticati. Anche l’orologio rotto, due volte al giorno segna l’ora esatta” ha spiegato ancora. E solo nelle ultime 24 ore sono stati almeno quattro i falsi allarmi: uno all’ambasciata americana, due nei pressi del Vaticano, l’ultimo questa mattina sulla metro A.

E che tensione e preoccupazione dopo gli attentati del 13 novembre a Parigi siano aumentate, non solo tra i romani ma pure tra i turisti, lo racconta anche il presidente di Federalberghi Roma Giuseppe Roscioli: “Dopo gli attentati, i tour che passavano per Parigi e arrivavano a Roma sono stati quasi tutti cancellati. A venir meno sono stati soprattutto i potenziali visitatori provenienti dal sud est asiatico, Giappone, Cina, Corea. Hanno retto meglio americani e europei”.

Le segnalazioni dell’Fbi. Oggi la segnalazione su possibili attentati in Italia giunta dall’Fbi – che indica come obiettivi San Pietro a Roma, il Duomo e la Scala a Milano – sarà sottoposta al vaglio del Casa (Comitato Analisi Strategica Antiterrorismo): nel corso della riunione sarà analizzato il dispositivo di vigilanza messo a punto nelle principali città e in alcuni luoghi-simbolo della cristianità come Assisi e San Giovanni Rotondo. E sono in corso da parte degli 007 italiani anche le verifiche sui 5 nomi sospetti segnalati sempre dall’Fbi. Fonti qualificate di intelligence, comunque, sottolineano che sono diverse le segnalazioni che giungono in queste settimane e che “si tratta di allarmi generici non collegati a minacce specifiche di attentato, di cui si prende atto” e che “non necessariamente corrispondono alle acquisizioni informative” in possesso degli apparati di sicurezza.

Aise al Copasir: “Attenzione a lupi solitari”. Intanto dall’audizione del direttore dell’Aise Alberto Manenti, ascoltato per oltre tre ore al Copasir, sarebbe emerso che a Roma ad oggi non ci sono evidenze di gruppi organizzati ma l’attenzione è per i lupi e le cellule solitarie. Nel corso della riunione sarebbe, inoltre, stato ribadito che nonostante non ci siano particolari evidenze, è altrettanto chiaro che Roma e l’Italia non siano esenti dal rischio.

Nuovi metal detector a San Pietro. Le autorità italiane e quelle vaticane sono in costante contatto perché sia garantita la protezione dei fedeli che si recano a San Pietro (e il cui numero aumenterà dopo l’8 dicembre), ma anche dei dipendenti della Santa Sede, degli studenti delle università (la Lumsa e l’Augustinianum) e delle scuole (il Pio IX, che è un istituto pontificio, ma anche il liceo artistico pubblico Caravillani) e ovviamente dei cittadini che risiedono nelel zone immediatamente limitrofe alle Mura Leonine che delimitano il territorio del piccolo Stato. E metal detector nuovi vengono installati in queste ore nel colonnato di San Pietro.

“Comunità islamiche prendano posizione”. “Mi aspetto che le comunità islamiche assumano una netta posizione senza se e senza ma – ha detto invece Gabrielli – C’è un attacco da parte di criminali e le prime vittime sono proprio gli islamici. Pretendiamo dalle comunità islamiche un atteggiamento di collaborazione”. E proprio contro il terrorismo e per rispondere alle stragi di Parigi i musulmani in Italia hanno indetto per sabato 21 a Roma una manifestazione nazionale dal titolo “Not in my name“.

“Più ambulanze”. Oltre la sicurezza, tra gli altri provvedimenti presi all’interno del piano Giubileo, “sulla Sanità una delle più grandi opere strutturali che rimarranno alla città al di là dell’anno giubilare riguarda i 12 nuovi Pronto soccorso – ha spiegato il governatore del Lazio Nicola Zingaretti – Per le emergenze e per offrire cure migliori scenderanno in campo 860 nuovi operatori, affiancati da 100 nuove ambulanze, 10 punti medici avanzati, nuove aree per l’elisoccorso e 400 volontari per il primo soccorso per un investimento totale di 88 milioni di euro”.

Campidoglio, “via a rotazione dirigenti”. Presente all’inaugurazione del logo anche il commissario di Roma Francesco Paolo Tronca che ha ribadito “una imminente rotazione di dirigenti del Comune”.

Entro domani le deleghe ai subcommissari. E sempre sul fronte Campidoglio, annuncia il commissario, “entro domani intendo formalizzare le deleghe ai sub-commissari. Tutti i sub-commissari già dal primo giorno stanno lavorando, ognuno su alcuni settori. Questi 15 giorni sono stati necessari per ritarare il sistema e individuare la persona giusta al posto giusto. E’ brutto tornarci dopo, ho preferito pensarci ora”.