Giubileo, obitorio pieno a Roma: si cerca di liberare posti

di redazione Blitz
Pubblicato il 7 Dicembre 2015 10:19 | Ultimo aggiornamento: 7 Dicembre 2015 10:19
Giubileo, obitorio pieno a Roma: si cerca di liberare posti

(Foto d’archivio)

ROMA – Il Giubileo sta per iniziare, con l’inaugurazione dell’anno santo l’8 dicembre, e all’obitorio si cerca di liberare posti, almeno 50-70. Tutto semplicemente in linea con il livello di allarme 4, spiegano le pubbliche autorità al Corriere della Sera. Eppure sapere che si cerca di far posto nella morgue romana perché, non detto ma implicito, si temono morti, non tranquillizza.

A lanciare l’allerta sull’obitorio pieno, spiega Fabrizio Peronaci sul Corriere della Sera, sono stati nei giorni scorsi i dirigenti del policlinico Umberto I e dell’Università La Sapienza, da cui dipende il dipartimento di medicina legale.

Il direttore generale dell’ospedale, Domenico Alessio, e il rettore Eugenio Gaudio hanno inviato una lettera al presidente dell’Ama (la municipalizzata rifiuti di Roma) Daniele Fortini, al commissario straordinario del Campidoglio Francesco Paolo Tronca, al prefetto Franco Gabrielli e, per conoscenza, al capo della Procura di Roma, Giuseppe Pignatone.

Spiega Alessio al Corriere della Sera:

“Ovviamente l’augurio è che non accada nulla, ma ciò non ci esime dal predisporre, con la massima accortezza, tutte le misure dovute. Attualmente, molti dei 150 posti dell’unico obitorio comunale di Roma, quello di piazzale del Verano, sono occupati da cadaveri che non dovrebbero essere lì”.

Spiega Peronaci sul Corriere della Sera:

“La causa del ritardo è un contenzioso aperto con l’Ama, che si occupa anche dei servizi cimiteriali: dovrebbero essere gli addetti dell’azienda comunale ad attivare la polizia mortuaria e a procedere al seppellimento, ma ciò dallo scorso luglio non avviene. «Noi finora ci siamo fatto responsabilmente carico, a nostre spese, della custodia e conservazione delle salme che hanno già ricevuto il nulla osta della magistratura ai fini della sepoltura – incalza il direttore generale – ma tale situazione non può continuare: occorre liberare le celle frigorifere subito, senza ulteriori indugi, in modo da ottenere la disponibilità di una settantina di posti, utili a fronteggiare qualsiasi evenienza. L’allarme è alto, va fatto tutto il possibile». Evenienza: è con questa parola neutra che viene evocato senza nominarlo, con la speranza di esorcizzarlo, l’evento più temuto, un attacco terroristico con molti morti e feriti”.

Per sbloccare la situazione dovrebbe intervenire il Campidoglio, dal momento che la convenzione stipulata dieci anni fa dall’Ama con il dipartimento di Medicina legale è scaduta. Chiarisce Domenico Alessio:

“Le strade possono essere due: il rinnovo della convenzione o una nuova gara d’appalto. La situazione è paradossale: nei mesi scorsi abbiamo ristrutturato l’obitorio, rendendolo pienamente funzionante e sicuro, e ora che la struttura ha raggiunto standard di qualità tra i più alti d’Europa gli enti preposti non la mettono in condizione di garantire al meglio un servizio essenziale per la città. Confidiamo nella sensibilità del commissario straordinario, affinché risolva una problematica tanto rilevante, di pubblico interesse. L’Ama due giorni fa ci ha fatto sapere di voler collaborare, di essere pronta a mettere a disposizione la polizia mortuaria – conclude il direttore – e questo è un primo passo. Ora ci aspettiamo fatti concreti, al più presto. In caso contrario, ci vedremo costretti a refrigerare un ulteriore locale dell’obitorio, che sia in grado di ospitare tra le 50 e le 70 salme”.