Giudice Nicolò Zanon, la moglie poteva usare l’auto blu: chiesta l’archiviazione

di redazione Blitz
Pubblicato il 23 marzo 2018 14:30 | Ultimo aggiornamento: 23 marzo 2018 14:30
Chiesta l'archiviazione per il giudice Nicolò Zanon

Il giudice Nicolò Zanon (Foto Ansa)

ROMA – La Procura di Roma ha chiesto l’archiviazione dell’indagine sul giudice costituzionale Nicolò Zanon accusato di peculato d’uso in relazione all’utilizzo dell’auto blu.

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La decisione dei pubblici ministeri è legata anche all’approvazione, il 21 marzo scorso, di un regolamento della Consulta, che ha valenza di normazione primaria, che definisce “personale ed esclusivo” l’utilizzo dell’auto per i giudici della Corte Costituzionale. La richiesta di archiviazione è stata inviata al gip per la decisione. Dieci giorni fa, il 13 marzo, la stessa Corte Costituzionale aveva respinto, dopo tre ore di camera di consiglio, le dimissioni di Zanon, che si è quindi autosospeso. 

L’autosospensione implica uno stop di massimo sei mesi dalla funzione, non dallo stipendio, per cui, finché non si chiarirà la sua posizione, Zanon non parteciperà alle udienze della Corte. Una decisione sofferta, quella dei giudici, alcuni dei quali avrebbero voluto un ulteriore approfondimento prima di pervenire a una scelta. Ma ha prevalso l’esigenza di confermare da subito il “rispetto” e la “massima fiducia” nei confronti del collega, “fermo restando il pieno rispetto e la massima fiducia per il lavoro della magistratura” con l’auspicio di “una rapida conclusione dell’iter giudiziario”, ha fatto sapere la Consulta.

La vicenda che ha coinvolto Zanon, torinese, 57 anni, prende le mosse da un’indagine della Procura di Roma, affidata al procuratore aggiunto Paolo Ielo, e riguarda l’utilizzo dell’auto blu. Vettura di servizio, ritiene la Procura, e quindi “bene esclusivo” del giudice assegnatario, che invece sarebbe stata utilizzata in più occasioni, per spostamenti propri, dalla moglie di Zanon, Marilisa D’Amico, costituzionalista e avvocato, che non è indagata; di mezzo ci sarebbero trasferte a Forte dei Marmi, a Siena, spostamenti in città.

Insieme al cellulare e al pc portatile, l’auto fa parte dei benefit concessi ai giudici costituzionali: l’elenco di queste tre voci è sul sito della Corte, insieme ai dati sulle retribuzioni. Dal 1° maggio 2014, quando è scattata una riduzione, i giudici percepiscono 360mila euro lordi l’anno, pari a poco più di 169mila netti. Per l’auto blu hanno a disposizione due autisti e i buoni benzina.

Zanon ha firmato come relatore più di una sentenza di primo piano. Una di queste è quella che ha bocciato l’Italicum, la legge elettorale figlia dell’era renziana, finita a suon di ricorsi sotto le forche caudine della Corte Costituzionale. Altra sentenza importante è quella sull’autodichia, cioè l’autonomia che attribuisce alla Consulta il potere di decidere, tramite propri organi, le controversie di lavoro dei dipendenti. Un potere non da poco, che la sentenza ritocca fissando dei paletti, senza intaccarne i principi di fondo.

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