Giudici di pace in sciopero dal 4 al 10 novembre. Slittano 200mila cause

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 novembre 2014 15:00 | Ultimo aggiornamento: 3 novembre 2014 15:00
Giudici di pace sciopero dal 4 al 10 novembre. Slittano 200mila cause

Giudici di pace sciopero dal 4 al 10 novembre. Slittano 200mila cause

ROMA – Giudici di pace in sciopero da domani 4 novembre fino al 10 novembre. Una agitazione, quella contro la riforma della Giustizia voluta dal ministro Andrea Orlando, che rischia di far slittare 200mila procedimenti al 2015.

Lo sciopero nasce, secondo i sindacati, da una riforma che “accentua la precarietà”. Tutto in un sistema critico. A Roma, per esempio, per una sentenza già oggi si aspettano fino a 5 anni.

Non solo. Sempre a Roma, come scrive Ilaria Sacchettoni per il Corriere della Sera

“Mancano uffici e personale e l’apertura dei procedimenti viene fissata addirittura a tre anni dalla presentazione del ricorso. Senza contare il ritardo di un anno, dovuto al personale amministrativo che manca, nella pubblicazione delle sentenze stesse. Insomma, quando anche giustizia viene fatta bisogna attendere ancora 365 giorni perché diventi davvero effettiva”.

Fondamentalmente i giudici di pace protestano contro una riforma che ampia, e non poco, i casi che passano sotto la loro competenza.

“Passeremo a giudicare cause immobiliari fino a 30mila euro (oggi solo quelle fino a 5000,ndr) e risarcimenti stradali cospicui, fino a 50 mila euro. In futuro si prospetta anche un carico maggiore su contenziosi patrimoniali”

spiega Alberto Rossi, segretario dell’Unione Nazionale giudici di pace. Troppi pochi uomini e mezzi. Così, secondo Rossi, con la riforma

“Diverranno precari i diritti costituzionali come la stabilità del rapporto, tutela della maternità e della salute, previdenza, garanzie di indipendenza, arrivando addirittura a rimettere alla discrezionalità della pubblica amministrazione lo stesso pagamento degli stipendi”.