Giugliano (Napoli), rom di 17 anni abbandonato senza vita davanti all’ospedale

di redazione Blitz
Pubblicato il 1 gennaio 2019 19:50 | Ultimo aggiornamento: 1 gennaio 2019 19:50
Giugliano (Napoli), rom di 17 anni abbandonato senza vita

Giugliano (Napoli), rom di 17 anni abbandonato senza vita davanti all’ospedale (foto Ansa)

NAPOLI – Un diciassettenne rom – secondo quanto riferito dai Carabinieri del comando provinciale di Napoli – è morto, probabilmente in seguito ad una caduta, a Giugliano in provincia di Napoli.

Il giovane è stato lasciato da un’auto davanti al pronto soccorso del locale ospedale. La vettura si è poi allontanata.

Inutili i tentativi dei medici si salvarlo: trauma da caduta le cause del decesso. I Carabinieri non escludono nessuna ipotesi, ma stanno in particolare verificando se il giovane sia caduto dall’alto durante un tentativo di furto.

A San Severo in provincia di Foggia, ad inizio dicembre si è scoperto che una giovane minorenne romena ridotta in schiavitù avrebbe dovuto vendere per 28mila euro il bambino che portava in grembo. Una vicenda raccapricciante dentro una storia di vessazioni e sfruttamento quella fatta emergere dalle indagini della Squadra Mobile che ha portato all’arresto di sei nomadi di etnia rom appartenenti allo stesso nucleo familiare. 

I sei avrebbero costretto a prostituirsi tre ragazze tra i 16 e i 17 anni, una delle quali incinta al settimo mese. I sei fermati – che vivono in un campo nomadi a Foggia – sono una coppia, i loro tre figli (due dei quali minorenni) e una 26enne compagna di uno dei ragazzi.

Una delle persone finite in carcere avrebbe proposto agli altri “la possibilità di vendere il nascituro ad un soggetto da lei conosciuto per la somma di 28mila euro”. Le ragazze erano sottoposte a un ferreo controllo 24 ore su 24, private dei cellulari e dei documenti d’identità. Venivano segregate nelle baracche, continuamente picchiate per giorni perché non tentassero di fuggire e non parlassero con qualcuno. Quando si spostavano per raggiungere le strade dove venivano accompagnate in auto, fornite di preservativi e costrette a prostituirsi, erano controllate costantemente con alcuni degli aguzzini nascosti tra i cespugli.