Giulia Jasmine Schiff in un altro video frusta un cadetto. La difesa: “Fingevo per non essere esclusa”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Gennaio 2019 8:45 | Ultimo aggiornamento: 18 Gennaio 2019 11:13
Giulia Jasmine Schiff in un altro video frusta un cadetto. La difesa: "Fingevo per non essere esclusa"

Giulia Jasmine Schiff in un altro video frusta un cadetto. La difesa: “Fingevo per non essere esclusa” (Foto Facebook)

LATINA – Un video incrina la versione di Giulia Jasmine Schiff, il sergente ventenne di Mira (Venezia) che nei giorni scorsi ha sporto denuncia presso la Procura militare di Roma sostenendo, con un video che lo proverebbe, di essere stata oggetto di nonnismo alla scuola di volo dell’Aeronautica a Latina. 

Nel nuovo filmato pubblicato oggi, 18 gennaio, sempre sul Corriere della Sera si vede la giovane militare mentre dà tre colpi di frusta ad un commilitone al cosiddetto “battesimo del volo”, lo stesso rito a cui anche lei è stata sottoposta, come tutti gli allievi ufficiali che superano la prova del primo volo da soli. 

“Stanno cercando di screditarmi ma la verità è che fingevo di stare al gioco. Io so come stanno le cose e non permetterò che continuino a reprimermi”, si difende Giulia Jasmine Schiff. “Io non potevo sottrarmi al rito per non essere esclusa. Tra l’altro non ero contraria al “battesimo” ma solo alla violenza. Ogni qualvolta un collega si brevettava prendevo più tempo possibile per occuparmi di riporre le attrezzature lasciate nell’aereo pur di non partecipare. Nel video si vede infatti che ho gli scarponi del collega in mano. Il rito era appena cominciato e stavo già raccogliendo le sue cose”.

La sergente ha fatto anche notare al Corriere della Sera di essere stata ripresa solo per qualche secondo, mentre il “battesimo” dura quasi dieci minuti. “La mia partecipazione era esigua, simulata e limitata a un minimo di coesione con il gruppo. Speravo così che quando sarebbe arrivato il mio turno, anche gli altri si sarebbero contenuti”.

L’avvocato di Schiff, Massimiliano Strampelli, definisce il filmato “un video suggestivo a opera evidentemente di uno degli indagati. Questo video che sta girando è il classico esempio di macchina del fango: dura pochi secondi ed è evidente che la mia assistita stia simulando quella pratica per non sentirsi esclusa, non c’è nulla di vero. Posso supporre che questo video sia stato messo in giro ad arte, forse proprio da uno degli indagati dalla Procura Militare di Roma – prosegue l’avvocato -. E’ la conferma che con la nostra denuncia abbiamo colpito nel segno. Noi andiamo avanti per la nostra strada”.