Giuliano Stenghel, l’alpinista è morto precipitando da una scogliera in Sardegna

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Agosto 2020 8:13 | Ultimo aggiornamento: 15 Agosto 2020 8:13
Giuliano Stenghel, Ansa

Giuliano Stenghel, l’alpinista è morto precipitando da una scogliera in Sardegna (foto Ansa)

Giuliano Stenghel, famoso alpinista di Rovereto, è morto mentre stava scalando la vetta di Punta Cannone, a Tavolara.

Giuliano Stenghel stava scalando la vetta di Punta Cannone, un punto particolarmente alto della scogliera dell’Isola che si staglia sul quadrante nordorientale della costa della Sardegna, quando – per cause ancora da accertare – è precipitato andando a sbattere più volte, anche con la testa, sulle rocce sottostanti e finendo in mare quando ormai era già morto.

Una tragica fatalità: la sostituta procuratrice Ilaria Bradamante della Procura di Tempio Pausania, competente per territorio, ha subito autorizzato il trasferimento della salma nella camera mortuaria del cimitero di Olbia, per la consegna ai familiari.

Alcuni appassionati di snorkeling, in attività nei mare circostante, attirati dal rumore prodotto dall’impatto tra il corpo e l’acqua sono corsi sul posto. 

Sono stati loro a chiamare la sala operativa della capitaneria di porto e attivare i soccorsi.

Coordinati dal capitano di vascello Maurizio Trogu, due motovedette si sono precipitate sul posto.

Individuato il corpo, i militari della Capitaneria l’hanno recuperato e portato sino al porto di Olbia.

Qui si sono svolte le attività di riconoscimento da parte dei parenti.

Choc nel mondo dell’alpinismo nazionale e internazionale.

Sten, come lo chiamavano gli amici, era Istruttore nazionale d’alpinismo dal 1978, ma anche istruttore emerito del Cai e socio accademico del Gism.

Amante delle montagne e delle grandi salite in roccia, era considerato un acrobata delle ascensioni.

Nel mondo alpinistico era conosciuto come il “maestro del friabile” per la capacità di muoversi su rocce difficili ed estremamente friabili anche con poche protezioni.

Giuliano Stenghel poteva vantare l’apertura di 200 vie nuove e moltissime prime ascensioni solitarie.

Con l’aiuto dei migliori amici, all’amore per la montagna dedicò anche un’iniziativa sociale attraverso la fondazione dell’associazione “Serenella Onlus”, intitolata alla prima moglie Serenella, morta prematuramente. (Fonte: Ansa).