Giulio Brusadelli, arrestato a Cuba per 3,5 gr di marijuana. Lettera genitori

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Agosto 2014 17:20 | Ultimo aggiornamento: 29 Agosto 2014 17:21
Giulio Brusadelli, arrestato a Cuba per 3,5 gr di marijuana. Lettera genitori

Giulio Brusadelli, arrestato a Cuba per 3,5 gr di marijuana. Lettera genitori

ROMA – Giulio Brusadelli è un ragazzo italiano arrestato a Cuba con l’accusa di spaccio. Trovato in possesso di 3,5 grammi di marijuana, è stato condannato a 4 anni. I genitori hanno inviato una lettera al senatore del Pd Luigi Manconi. La lettera è stata pubblicata sull‘Huffington Post.

I genitori chiedono che l’Italia si muova per far rientrare il figlio in Italia, visto che ora il ragazzo (che soffre di sindrome bipolare) si trova in un ospedale psichiatrico e che lo vedono peggiorare a vista d’occhio.

Questa la lettera integale:

Gentile senatore Manconi,

siamo i genitori di Giulio Brusadelli e le scriviamo da Cuba. Ieri, 28 agosto, abbiamo incontrato nostro figlio nel reparto psichiatrico dell’ospedale “Juan Bruno Zayas” vicino a Santiago, dove si trova recluso e piantonato. Giulio era in stato catatonico, visibilmente prostrato e depresso, dimagrito in maniera impressionante rispetto al suo peso abituale, incapace di pronunciare parola e di riconoscere i propri genitori. E noi stessi faticavamo a riconoscere lui. Nostro figlio soffre da vent’anni di una sindrome bipolare, maniaco-depressiva, ma mai c’era accaduto di vederlo in una simile condizione. Fino a qualche giorno fa, si trovava detenuto nel carcere della città di Santiago, dopo essere stato arrestato perché trovato in possesso di 3,5 grammi di marijuana; e dopo essere stato condannato a quattro anni per un “traffico” del quale non risulta alcuna prova. Giulio ha commesso un errore ma non può certo, per questo motivo, rischiare di morire. E oggi, dopo averlo visto con i nostri occhi in quello stato, temiamo che ciò possa accadere.

Il nostro è un grido di aiuto che rivolgiamo a lei e alle autorità italiane affinché si chieda con urgenza al governo cubano un atto di clemenza per ragioni umanitarie: così che nostro figlio possa tornare immediatamente in Italia, essere adeguatamente curato e scontare la sua pena nel nostro paese. Prima che sia troppo tardi.

Paolo e Patrizia Brusadelli