Giulio Lolli, latitante arrestato in Libia: faceva il consulente anti scafisti…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 novembre 2017 9:57 | Ultimo aggiornamento: 3 novembre 2017 10:07
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Nella foto Ansa il Rimini Yacht

RIMINI – Giulio Lolli è stato arrestato: l’imprenditore bolognese da 7 anni latitante in Libia, era ricercato dalla giustizia italiana, scrive l’Ansa, per le presunte truffe della Rimini Yacht, con due mandati di cattura internazionale, emessi dalla Procura di Rimini. L’ex imprenditore nautico era già finito nelle carceri di Gheddafi da cui era stato liberato dalle milizie ribelli alle quali si era unito per qualche tempo. E pensare che era in Libia come consulente contro gli scafisti che gestiscono il traffico di migranti.

L’arresto è avvenuto martedì scorso, 29 ottobre, ma la notizia si è appresa solo oggi venerdì 3 novembre ed è stata confermata dall’autorità giudiziaria libica. Lolli si trova nel carcere di Tripoli. A Rimini Giulio Lolli, scrive l’Ansa, è accusato di associazione per delinquere finalizzata alla truffa e estorsione.

Lolli è accusato di truffa e corruzione in Italia, da dove, nel 2010, è fuggito rocambolescamente in Libia. Lì è finito nelle carceri di Gheddafi, nel gennaio 2011, dalle quali è stato liberato dalle milizie ribelli, alle quali si è unito per un periodo, dopo che gli è stata negata l’estradizione. In Libia, dopo aver partecipato alla rivolta, era diventato uno dei luogotenenti delle forze speciali di sicurezza marittima del porto di Tripoli, guidate dal comandante Taha El Musrati, col compito dichiarato di fermare gli scafisti. In Italia, Lolli è accusato di una truffa milionaria, basata, sostanzialmente, sulla vendita degli stessi yacht ad acquirenti diversi. Oltre a questo, secondo l’accusa, avrebbe nascosto all’erario oltre 40 milioni di ricavi. Nel corso degli anni gli sono state sequestrate due ville, una a Pennabilli (Rimini) e l’altra a Casalecchio di Reno, per un valore di 2 milioni.