Giulio Murolo, killer di Napoli aveva in casa Kalashnikov e machete

di redazione Blitz
Pubblicato il 16 Maggio 2015 15:05 | Ultimo aggiornamento: 16 Maggio 2015 15:12
Giulio Murolo, killer di Napoli aveva in casa Kalashnikov e machete

Giulio Murolo, killer di Napoli aveva in casa Kalashnikov e machete

NAPOLI – Oltre alle armi detenute legalmente Giulio Murolo, l’infermiere che venerdì ha ucciso quattro persone nel quartiere napoletano di Secondigliano per una lite sul bucato possedeva anche un fucile mitragliatore Kalashnikov, con matricola abrasa, e due machete. Le hanno scovate gli agenti della polizia durante le perquisizioni in casa di Murolo. Le armi erano nascoste sotto al letto insieme a diverse munizioni. Giulio Murolo, 48 anni, incensurato, ora dovrà rispondere anche di detenzione illegale di arma e ricettazione.

Il giorno dopo il massacro la città è ancora sotto choc. Un fascio di fiori con una dedica piena di affetto per il fratello di Murolo e la moglie è stato deposto stamattina dai vicini. Intanto tra i capannelli fermi davanti al civico 41 di via Miano circolano ricostruzioni della lunga e tragica sparatoria piuttosto diverse da quelle inizialmente raccolte.

É certo che a sparare sono state anche le forze dell’ordine: a confermarlo all’Ansa è stato il capo della Squadra Mobile della Questura di Napoli, Fausto Lamparelli, che aggiunge che sono stati repertati dalla Scientifica bossoli di armi diverse. Ma alcuni testimoni parlano anche di qualche proiettile partito da altre pistole di residenti. A confermare quest’ultima circostanza ci sono i fori di due proiettili situati uno sul portone di fronte al balcone dal quale Giulio Murolo faceva il tiro al bersaglio sui passanti, l’altro sul muro della spaghetteria attigua.

Murolo è un tiratore scelto e ieri non sparava a caso. I colpi erano tutti mirati e quei proiettili – è l’osservazione di alcuni residenti – sono colpi in risposta a qualcuno che gli sparava dalla strada che, forse, non era un appartenente alle forze dell’ordine.

Intanto si continua a sperare per la sorte di uno dei sei feriti: il vigile urbano Vincenzo Cinque, in coma indotto, in rianimazione. Le prossime ore per lui saranno decisive ma i medici sperano ancora di salvarlo. 

“Le sue condizioni – ha detto Ernesto Esposito direttore generale della Asl Napoli 1 – sono stabili. Gli esami a cui è stato sottoposto il paziente – ha aggiunto – hanno evidenziato il miglioramento di alcuni parametri vitali. Il quadro prognostico, considerando le sue condizioni, può essere letto come favorevole”.

Subito dopo la strage il vigile è stato operato al torace per bloccare l’emorragia interna e le lesioni interne causate dai colpi d’arma da fuoco ricevuti. Buone invece le condizioni degli altri feriti, ricoverati sempre all’ospedale San Giovanni Bosco.