Giulio Regeni, la Regione Friuli rimuove lo striscione che chiede ​la verità. Fedriga: “Non lo rimetteremo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Giugno 2019 19:45 | Ultimo aggiornamento: 20 Giugno 2019 21:13
Giulio Regeni

Giulio Regeni, la Regione Friuli rimuove lo striscione che chiede ​la verità

TRIESTE – Non solo non trova pace la vicenda giudiziaria e dunque la memoria di Giulio Regeni, ma nemmeno le materiali testimonianze a lui dedicate. Probabilmente colpa dello scivolamento di una tragedia nazionale dal piano cronachistico a uno politico. Dunque oggi, 20 giugno, il tradizionale striscione giallo di Amnesty International con la scritta “Verità per Giulio Regeni” è stato rimosso dal palazzo della Regione Fvg, in piazza Unità d’Italia, dove era stato esposto nel 2016 personalmente dalla allora presidente della Regione, Debora Serracchiani (Pd).

La Regione non ha voluto commentare la rimozione dello striscione. Tuttavia al suo posto ci sono i poster azzurri che indicano il campionato calcistico europeo Under 21; gli stessi che già da qualche settimana campeggiano con analogo stile sul vicino palazzo del Comune. Palazzo dal quale lo stesso manifesto è stato fatto togliere dall’amministrazione di centro destra guidata da Roberto Dipiazza poco dopo il suo insediamento, nel 2016. Ed è di pochi giorni fa il caso di Ferrara, dove lo stesso striscione di Amnesty è stato coperto dalla bandiera della Lega.

In una nota il presidente della Regione, il leghista Massimiliano Fedriga ha specificato che la decisione è irrevocabile: “Anticipando le polemiche che continueranno a susseguirsi ad ogni batter di ciglio, comunico che lo striscione non verrà più esposto né a Trieste né in altre sedi di Regione” scrive in una nota il governatore riferendosi alla rimozione dello striscione su Regeni . “Malgrado non condivida la politica degli striscioni e dei braccialetti, non ho fatto rimuovere lo striscione per più di un anno per non portare nell’agone politico la morte di un ragazzo”.

La città estense ha così festeggiato la vittoria storica al ballottaggio del leghista Alan Fabbri, primo sindaco del centrodestra dal dopoguerra. Non è il solo caso, un po’ dovunque in Italia la polemica attorno alla figura del ricercatore si svolge a colpi di manifesti. Tornando al Fvg, “Verità per Giulio Regeni” scomparve anche dalla sede di Udine della Regione. E anche il sindaco della stessa città, Matteo Fontanini, lo ha rimosso dal palazzo municipale, ma dopo polemiche, lo ha esposto nuovamente. Debora Serracchiani, parlamentare dem, si è augurata che il manifesto torni in piazza Unità d’Italia. Più tranchant l’ex sindaco di Udine, Furio Honsell: “E’ inaccettabile la rimozione”. (fonte ANSA)