Giuseppe Cardinale, l’uomo-pensioni da 14 miliardi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Maggio 2015 14:51 | Ultimo aggiornamento: 13 Maggio 2015 14:51
Giuseppe Cardinale, l'uomo-pensioni da 14 miliardi

Giuseppe Cardinale, l’uomo-pensioni da 14 miliardi

ROMA – Si chiama Giuseppe Cardinale, ha 70 anni, è di Palermo e per una vita ha lavorato alla Standa. Ora che è in pensione, però, Cardinale è per tutti “mister 14 miliardi“. C’entra la sua pensione, ma solo di striscio. Lui prende una pensione media, circa 1600 euro al mese. Ma Cardinale è l’uomo che ha presentato e vinto il ricorso, finito alla Corte Costituzionale, contro il blocco della perequazione negli anni 2012-2013.

E’ per quel suo ricorso, insomma, che 5 milioni di pensionati ora si aspettano un risarcimento e che lo Stato si trova davanti a un buco potenziale di bilancio di 14 miliardi di euro. Cardinale precisa al Corriere della Sera che lui non è un pensionato d’oro e che quei soldi gli servono soprattutto per aiutare i suoi figli, 31 e 32 anni. Un lavoro e un contratto ce l’hanno tutti e due. Ma è part time in un call center e i soldi non bastano per vivere fuori di casa.

Racconta Cardinale a Fabrizio Massaro del Corriere:

Sono in pensione dal ‘99 e prendo circa 1.600 euro al mese. Dal 1971 ho lavorato alla Standa, fin da quando non era ancora di Berlusconi, e sono diventato direttore di filiale. Nel ‘99 sono andato in mobilità con un bonus per due anni e mezzo fino alla pensione Inps dal 2001 riscattando anche gli anni di giurisprudenza». Con la pensione aiuta anche i figli di 31 e 32 anni che ancora vivono con lui e con sua moglie, anche lei pensionata: «Lavorano part time a tempo indeterminato in un call center. Dunque per le statistiche non sono disoccupati. Ma in casa riescono a campare, fuori no

Il ricorso non è tutta farina del suo sacco, ma conta il risultato. Ancora Cardinale:

«Mi hanno chiamato da Manager Italia, il mio sindacato», racconta Cardinale, «e abbiamo parlato di questa possibilità. All’inizio non avevo chiaro se c’era fondamento giuridico. Poi ho capito che poteva essere non del tutto campata in aria e ho detto “perché no?”. È un discorso di diritti acquisiti che vengono violentati, anche perché non si distingue tra pensionati come me e quelli da 15-20 mila. Che poi dico: anche questi, se hanno versato i contributi, perché non dovrebbero avere la pensione? Certo, se non li hanno versati, li rubano a qualcun altro».