Cronaca Italia

Giuseppe Ferdico, arrestato “re dei detersivi”: non poteva gestire il suo patrimonio

Giuseppe Ferdico, arrestato "re dei detersivi": non poteva gestire il suo patrimonio

Giuseppe Ferdico, arrestato “re dei detersivi”: non poteva gestire il suo patrimonio

PALERMO – Il commerciante arrestato dalla Guardia di Finanza a Palermo nel corso di una indagine a carico di cinque persone accusate a vario titolo di intestazione fittizia di beni, favoreggiamento personale e reale ed estorsione aggravata dal metodo mafioso è Giuseppe Ferdico, il “re dei detersivi. Processato e assolto in passato dall’accusa di concorso in associazione mafiosa. L’assoluzione, però, non gli ha evitato le misure di prevenzione. A marzo scorso, i giudici palermitani misero i sigilli al suo patrimonio: immobili, società e conti dal valore di 450 milioni di euro.

“All’ascesa imprenditoriale di Ferdico – scrissero i magistrati – risulta associata la costante capacità di meritare la fiducia di numerosi esponenti di spicco della consorteria tanto da inserirsi a pieno titolo tra i riciclatori del denaro di una delle famiglie mafiose più radicate nel tessuto economico della città come quella dell’Acquasanta”. Il collegio sottolinea inoltre i rapporti tra Ferdico e i boss di San Lorenzo Salvatore e Sandro Lo Piccolo. Nel provvedimento si definiva l’imprenditore “socialmente pericoloso” e gli si imponeva la sorveglianza speciale per tre anni e sei mesi.

L’amministratore giudiziario indagato, per lui sono stati disposti gli arresti domiciliari, invece, è Luigi Miserendino. Secondo l’accusa avrebbe consentito al commerciante di continuare a controllare uno dei centri commerciali confiscati che era stato affittato proprio dall’amministrazione giudiziaria a un prestanome del re dei detersivi.

Oltre all’imprenditore palermitano accusato di intestazione fittizia di beni Giuseppe Ferdico e all’amministratore Giudiziaro Luigi Miserendino, ai domiciliari per favoreggiamento, la Guardia di finanza ha arrestato l’imprenditore Francesco Montes, accusato di intestazione fittizia di beni, e Pietro Felice e Antonino Scrima, accusati di estorsione. Secondo gli investigatori, coordinati dalla Dda di Palermo, Ferdico, al quale a marzo è stato confiscato un patrimonio di 450 milioni di euro, in quanto ritenuto vicino alla famiglia mafiosa di San Lorenzo, avrebbe continuato a gestire, attraverso Montes e grazie alla complicità dell’amministratore giudiziario, il centro commerciale Portobello di Carini e il supermercato che si trova nel centro stesso. Il centro commerciale era stato formalmente affittato a Montes che, di fatto, era però in società con Ferdico. Il controllo totale che il commerciante esercitava sull’attività economica confiscata si deduce da decine di intercettazioni ed era a conoscenza dell’amministratore giudiziario che, non sapendo di essere intercettato, ammetteva candidamente di sapere come andavano le cose ma di non volersene occupare. Dall’inchiesta è emerso il ruolo di due factotum di Ferdico, Felice e Scrima, che chiedevano il pizzo ai commercianti del centro commerciale.

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