Giuseppe Matarazzo ucciso da sicari pagati dai parenti della 15enne che lo accusò di stupro?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 dicembre 2018 13:16 | Ultimo aggiornamento: 28 dicembre 2018 13:16
Giuseppe Matarazzo ucciso a Frasso Telesino da sicari pagati dai parenti della 15enne che lo accusò di stupro?

Giuseppe Matarazzo ucciso da sicari pagati dai parenti della 15enne che lo accusò di stupro? (foto d’archivio Ansa)

FRASSO TELESINO – Giuseppe Matarazzo fu ucciso lo scorso luglio davanti alla propria casa. Matarazzo era appena uscito dal carcere, dove era stato rinchiuso perché accusato di aver violentato una quindicenne che poi si era impiccata. Matarazzo, è il sospetto degli investigatori, potrebbe essere stato ucciso come vendetta per quel presunto abuso. E’ l’ipotesi che ha portato in carcere due uomini, uno di S. Agata dei Goti (Benevento) e l’altro di San Felice a Cancello (Caserta), per il suo omicidio.

Il pastore di 45 anni di Frasso Telesino fu ucciso con due colpi di pistola lo scorso 19 luglio dinanzi alla sua abitazione. Fu ucciso la sera del 19 luglio scorso, a distanza di un mese dal momento in cui era uscito dal carcere dopo aver scontato una condanna a 11 anni e 6 mesi perché riconosciuto responsabile di abusi su una ragazza quindicenne che il 6 gennaio del 2008 si era tolta la vita impiccandosi ad un albero. I due uomini sono stati arrestati dai carabinieri del comando provinciale di Benevento.

“L’omicidio di Giuseppe Matarazzo è stato sicuramente su commissione e i due arresti di oggi sono solo l’inizio perché le indagini vanno avanti alla ricerca di un eventuale intermediario e dei mandanti”. Lo ha detto il procuratore di Benevento, Aldo Policastro, sui due arresti. I ‘mandanti’ dell’omicidio, secondo la Procura, sono proprio da “individuarsi nell’ambito familiare della ragazzina”, la 15enne che si impiccò ad un albero nel 2008.

I due arrestati di oggi, pregiudicati, sarebbero, dunque, esecutori e la “prova”, spiegano gli investigatori, verrebbe fuori anche da indagini patrimoniali fatte dai carabinieri del comando provinciale di Benevento secondo le quali sarebbero stati pagati per l’omicidio alcune migliaia di euro. Non è escluso un terzo complice.