Tetraplegico da 21 anni: “Ora voglio morire, chiedo l’eutanasia”

Pubblicato il 11 luglio 2012 14:54 | Ultimo aggiornamento: 11 luglio 2012 15:02

LATINA- L’incidente che gli ha rovinato la vita è accaduto nel 1991: da allora è tetraplegico, paralizzato dal collo in giù. Giuseppe Nardi, dopo averle tentate tutte e dopo aver sperato invano di essere inserito nel programma di ricerca sulle cellule staminali, chiede ora allo Stato di riconoscere il suo diritto a morire. 61 anni, Nardi abita con la moglie Giorgia a Sermoneta, in provincia di Latina, assistito 24 ore su 24, con l’assegno di accompagno e la pensione di invalidità erogati dall’Inps che sommate ammontano a 730 euro.

La convinzione di combattere la battaglia per l’eutanasia è maturata in Giuseppe Nardi nel corso degli anni, dopo aver tentato ogni cura possibile nei migliori ospedali di Francia e Russia e dopo aver seguito la vicenda di Piergiorgio Welby, ora portata avanti da sua moglie Mina.

Ora Giuseppe Nardi affida il suo nuovo drastico appello a sua moglie Giorgia: ”Mio marito è lucidissino – dice la donna – ma non ce la fa piu’ a vivere cosi’, continua ad essere in contatto con le equipe di ricercatori per essere inserito nel programma e fare da cavia per le sperimentazioni sulle cellule staminali, ma ha ormai perso le speranze e chiede solo di poter morire. Io non sono d’accordo ma mi sforzo ogni giorno di comprendere le sue ragioni”.

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