Giuseppe Pio D’Astolfo, presi i 5 che l’hanno mandato in coma. Il pugno da un 13enne?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Ottobre 2020 8:28 | Ultimo aggiornamento: 21 Ottobre 2020 8:28
Giuseppe Pio d'Astolfo, un 13enne confessa il pugno che l'ha mandato in coma a Lanciano

Giuseppe Pio d’Astolfo, un 13enne confessa il pugno che l’ha mandato in coma (Foto d’archivio Ansa)

Presi i 5 presunti membri della baby gang di Lanciano che hanno mandato in coma Giuseppe Pio D’Astolfo, 18 anni. A sferrare il pugno forse un 13enne.

Giuseppe Pio D’Astolfo è in coma dopo l’aggressione di una baby gang a Lanciano. Ora i 5 presunti aggressori sono stati presi. A sferrare il pugno che ha mandato in coma il 18enne potrebbe essere stato un ragazzino di soli 13 anni.

Presi i 5 presunti aggressori di Giuseppe Pio D’Astolfo

I carabinieri della Compagnia di Lanciano (Chieti) hanno individuato i cinque giovani che avrebbero partecipato all’aggressione, nella notte tra sabato e domenica, a Giuseppe Pio D’Astolfo. Il 18enne è ora ricoverato all’ospedale di Pescara in prognosi riservata. E’ in coma farmacologico dopo essere stato sottoposto a intervento chirurgico per ridurre un ematoma e bloccare un’emorragia.

Il ragazzo è stato colpito da un pugno mentre era con due amici in centro a Lanciano, in una zona dove, nel fine settimana la sera si ritrovano molti giovani. I presunti aggressori, tre dei quali minorenni, sono tutti di Lanciano; le indagini proseguono per ricostruire le diverse fasi dell’aggressione e chiarire le responsabilità di ognuno per procedere alle accuse.

Le condizioni di Giuseppe in ospedale

Il giovane è ricoverato all’ospedale di Pescara. La prognosi resta riservata. Sedato farmacologicamente e sotto monitoraggio costante, nelle ultime ore non si sono registrate variazioni del quadro clinico del 18enne. Si potrà parlare di un eventuale miglioramento, si apprende da fonti sanitarie, solo quando la sedazione sarà ridotta, procedura che potrebbe iniziare già domani. 

Il commento del prefetto

Sull’aggressione al giovane si registra l’intervento del prefetto di Chieti, Armando Forgione: “L’episodio di Lanciano va enucleato da un contesto generale che non è la movida, che non è il disagio giovanile. E’ un episodio molto particolare, che riguarda situazioni di degrado esistenti in tutto il mondo. Il degrado c’è a Lanciano e in tutti i paesini, paesi e città della provincia di Chieti”.

Il commento è arrivato al termine della riunione del Comitato per l’Ordine e la sicurezza pubblica, nel corso del quale il prefetto ha sottolineato “la grande efficienza delle forze dell’ordine che neanche in 24 ore hanno individuato il gruppo autore dell’aggressione: tra quelli c’è sicuramente quello che ha tirato il pugno”.

La Prefettura è pronta a diffidare la società proprietaria dell’area in cui è avvenuta l’aggressione, ovvero la società di trasporti Tua, se l’area non verrà ripulita. E il Comune di Lanciano, secondo quanto si è appreso, ha già invitato Tua a farlo. “E’ necessario abbattere il muro di omertà e collaborare a rintracciare i responsabili – avevano detto ieri i genitori del giovane ferito – Speriamo che nostro figlio si riprenda presto. Quanto accaduto non è uno scherzo”. (Fonti Ansa e Repubblica)