Il pentito Spagnuolo: “Per Gomorra Garrone pagò ai boss 20mila €”

Pubblicato il 11 Maggio 2012 18:56 | Ultimo aggiornamento: 11 Maggio 2012 18:59

Matteo Garrone (Lapresse)

NAPOLI – Secondo quanto riporta il Fattoquotidiano il pentito Oreste Spagnuolo avrebbe detto che per girare il film “Gomorra” il regista Matteo Garrone avrebbe pagato i boss.

“Senza il pizzo Gomorra non lo avrebbero girato”, avrebbe detto il pentito.

Così ricostruisce il Fatto:

Tra le centinaia di pagine di deposizioni ecco che un nome fa compiere un salto sulla sedia agli inquirenti: Matteo Garrone. Il regista di Gomorra, pronto a sbarcare a Cannes, secondo Spagnuolo sarebbe stato vittima di un’estorsione della camorra.

E ancora:

Di più, nei verbali, Spagnuolo parla di Garrone che avrebbe incontrato un camorrista agli arresti domiciliari. Riferisce, lo mette nero su bianco in un libro, che sarebbero stati pagati ventimila euro per girare il film. Così il regista sarà ascoltato dagli inquirenti.

Ci sarebbe stato un incontro tra Alessandro Cirillo dei Casalesi, considerato il vice di Giuseppe Setola, e Garrone.

Si legge ancora sul Fatto:

Il regista, sostiene Spagnuolo, avrebbe incontrato Cirillo quando quest’ultimo era ai domiciliari. Spagnuolo sostiene di aver saputo degli incontri da Cirillo, detto “o’ sergente”, il vice di Setola che oggi sconta l’ergastolo. Nel libro “Confessioni di un killer”, edizioni Ancora del Mediterraneo, scritto dalla giornalista Daniela De Crescenzo, Spagnuolo ripercorre la sua vita criminale tra omicidi ed estorsioni. E racconta che per girare Gomorra sarebbero stati pagati ventimila euro al clan: “Chiedevamo la tangente a tutti, ci siamo fatti pagare perfino da Garrone“. Spagnuolo spiega: “Quello (Garrone, ndr) a Castel Volturno ha girato l’Imbalsamatore nel quale recitò Bernardino Terracciano, uno dei nostri che intascò ottomila euro”. Il boss pentito continua: “Prima di cominciare le riprese il regista andò a casa di Cirillo, che all’epoca stava ai domiciliari, per mettersi d’accordo. Garrone gli mandò ventimila euro e le riprese girarono lisce come l’olio. Un bel guadagno”.