Gran Sasso, il traforo resta aperto. Mediazione del Governo, Strada dei Parchi revoca la chiusura

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 maggio 2019 9:13 | Ultimo aggiornamento: 17 maggio 2019 9:13
Gran Sasso, il traforo resta aperto. Mediazione del Governo, Strada dei Parchi revoca la chiusura

Gran Sasso, il traforo resta aperto. Mediazione del Governo, Strada dei Parchi revoca la chiusura

ROMA – Al termine di un’altra giornata che era sembrata interlocutoria il concessionario delle autostrade A24 e A25, Strada dei Parchi (Sdp), ha revocato la decisione di chiudere il traforo del Gran Sasso: una questione che aveva destato l’allarme di istituzioni e cittadini per il rischio di isolamento dell’Abruzzo, con potenziali danni all’economia locale; oggi ultimo incontro tecnico al Ministero dei Trasporti per concordare le azioni da intraprendere per garantire la salubrità dell’acquifero del Gran Sasso, nel breve e nel lungo termine, senza compromettere la circolazione delle persone e delle merci.

Sdp infatti aveva deciso di chiudere il traforo per non incorrere nell’accusa di reiterazione del reato in riferimento al processo, con udienza in programma il 13 settembre prossimo, in cui è coinvolta con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e Ruzzo Reti Spa, in merito all’ipotesi di inquinamento della falda acquifera del Gran Sasso. Ad annunciare la decisione è stato il vicepresidente della concessionaria, Mauro Fabris, alla luce di quanto emerso negli incontri al Mit e oggi in Procura a Teramo. Alla base del dietrofront di Sdp, anche gli impegni assunti dalle amministrazioni interessate.

“Domani mattina (oggi ndr.) la concessionaria – ha annunciato Fabris – depositerà una memoria in Procura a Teramo in cui, a tutela dei propri dirigenti e della stessa società, ribadirà quanto è stato fatto finora e quanto intende ulteriormente realizzare per la messa in sicurezza ai fini ambientali delle gallerie del Gran Sasso, almeno per quanto riguarda le proprie competenze. Tutto ciò nell’attesa che il Governo e il Parlamento confermino con decisioni conseguenti i provvedimenti, come la nomina di un commissario straordinario dotato di poteri e risorse adeguate per risolvere i problemi dell’acquifero del Gran Sasso”.

Soddisfazione per il risultato raggiunto è stata espressa dal ministro dei Trasporti Danilo Toninelli. “Il duro lavoro premia sempre. E la mediazione istituzionale del mio ministero è risultata anche stavolta decisiva. Salviamo dall’isolamento una terra splendida come l’Abruzzo”. Per il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, “l’annuncio della revoca della chiusura rappresenta un’ottima notizia: è stato avviato un percorso che porterà finalmente alla definitiva soluzione del problema”.

Secondo il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, si tratta di “un risultato ottenuto grazie a un’azione collettiva che ha mobilitato tutto il territorio: dalle istituzioni locali e pubbliche fino alle organizzazioni private e di categoria”.

Secondo il Piano di emergenza predisposto dalla Prefettura dell’Aquila oltre al rischio sismico all’interno dei laboratori dell’Infn, persistono alcune criticità strutturali che riguardano gli stessi laboratori (volte non rinforzate) e i by pass dei tunnel autostradali, privi di porte EI-Sa (resistenti al fuoco a tenuta di fumi freddi). Inoltre in caso di incidente rilevante nei laboratori i contaminanti potrebbero disperdersi in falda, che viene utilizzata da circa 700 mila persone nelle province di Teramo, L’Aquila e Pescara. (fonte Ansa)