Niente educazione sessuale né pillola: in Sicilia record di mamme-bimbe

Pubblicato il 27 Settembre 2011 19:25 | Ultimo aggiornamento: 27 Settembre 2011 19:36

ROMA, 27 SET – Scarsa informazione sui metodi contraccettivi, poco aiuto dalla scuola e dalla famiglia e magari un po’ di superficialità. Il risultato è che la Sicilia detiene il record italiano di gravidanze minorenni: nel 2009 sono infatti state 613, contro i 452 parti di ragazze minorenni della Campania e i 293 della Puglia. Dati resi noti questa mattina durante il convegno nazionale organizzato a Palermo dalla Sigo, la società italiana di ginecologia ed ostetricia, e che dimostrano come sia principalmente il Sud Italia a vantare questo triste primato.

Complessivamente, infatti, le ‘madri bambine’ al Sud sono state 1.539, contro i 666 casi di mamme under 18 al Nord, con la Valle d’Aosta in coda alla classifica con solo 3 parti di minori nel 2009. E per quanto riguarda l’utilizzo della pillola l’Italia resta ‘tagliata’ in due: al nord la sceglie il 19% delle donne, al Sud appena il 9%.

”Dobbiamo insistere nei programmi di educazione sessuale e nella promozione della contraccezione consapevole, attraverso un percorso che deve passare sempre più dall’integrazione tra università, ospedale e territorio”, spiega Nicola Surico, presidente nazionale della Sigo, sottolineando che alla base di una così alta percentuale di parti tra le minorenni c’è ”una scarsa informazione sui metodi contraccettivi e una poca diffusa rete di consultori ai quali possono rivolgersi serenamente le ragazze”. Non è un caso che oggi la rete dei consultori sia in sofferenza, aggiunge Surico, ”con 183 consultori pubblici e 10 convenzionati, a fronte dei 250 che sarebbero necessari”.

Secondo la psicologa Anna Oliviero Ferraris però ”il problema non riguarda solo una mancanza di informazione sessuale concezionale ma anche sentimentale, ovvero una presa di coscienza del proprio corpo. Questo succede perché l’educazione sessuale a scuola spesso è carente e non sempre le famiglie possono essere d’aiuto”. Inoltre, aggiunge l’esperta, ”viviamo una grande contraddizione: da un lato siamo letteralmente bombardati da messaggi legati al sesso, dalle pubblicità delle automobili fino a tutti i discorsi di questi giorni che coinvolgono anche il presidente del Consiglio, dall’altro invece non investiamo a sufficienza sulla formazione e sul concetto di educazione sessuale”.