Green Pass autotrasportatori, 30% sprovvisto, rischio paralisi distribuzione: scaffali vuoti, caos carburanti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Ottobre 2021 15:57 | Ultimo aggiornamento: 13 Ottobre 2021 15:57
green pass autotrasportatori

Green Pass, 30% autotrasportatori sprovvisto (Ansa)

Green Pass autotrasportatori, 30% sprovvisto. Il 30% degli autisti non ha la certificazione verde. Quelli stranieri spesso sono vaccinati con farmaci non riconosciuti da Ema. Dal 15 ottobre, quando scatterà l’obbligo di Green Pass, non potranno più muoversi.

Il rischio più concreto per i cittadini è quello di trovare gli scaffali di supermercati e negozi desolatamente vuoti. Può profilarsi una crisi nell’approvvigionamento dei carburanti e conseguente blocco delle industrie.

Green Pass autotrasportatori, 30% sprovvisto

“Fra due giorni si rischia il caos, con un’incognita enorme nei rifornimenti e sul funzionamento regolare dei trasporti e della logistica”. L’allarme è del presidente di Conftrasporto- Confcommercio Paolo Uggè che scrive al premier Draghi e al ministro delle infrastrutture Giovannini.

Chiarendo che “siamo per i vaccini, convinti che siano una misura di sicurezza indispensabile. Ma nell’autotrasporto il 30% degli operatori non è vaccinato. Sono in gran parte lavoratori stranieri, ma ci sono anche diversi italiani”.

“Dai dati raccolti dalle imprese operanti nel settore e da diversi produttori/committenti, si stimano inefficienze e una possibile riduzione della capacità di consegna sino al 50%”, avverte la Fiap. La Federazione italiana autotrasportatori professionali spiega che “questo significa che potrebbero venire a mancare prodotti di consumo essenziali”.vaccini

L’autotrasporto muove il 90% della merce

Nell’autotrasporto, che in Italia muove circa il 90% della merce garantendo gli approvvigionamenti di materie prime e beni utili alla vita di tutti i giorni, viene impiegato per la maggior parte personale viaggiante straniero.

“Molti di questi autisti sono sprovvisti di green pass. Non necessariamente per una scelta personale di non vaccinarsi. Ma perché non tutti i Paesi esteri hanno adottato lo stesso provvedimento o ‘atteggiamento’ rispetto a tale soluzione. Oppure perché la vaccinazione effettuata nel Paese di origine non è riconosciuta. La situazione è dunque critica e rischia di avere un impatto devastante sul settore, già gravato da una allarmante carenza di autisti (si stima ne manchino circa 20/30 mila)”, avverte la Fiap.