Green Pass, aziende con meno 15 dipendenti possono sostituire i No Vax sospesi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Settembre 2021 8:06 | Ultimo aggiornamento: 21 Settembre 2021 9:07
Green Pass, aziende con meno 15 dipendenti possono sostituire i No Vax sospesi

Green Pass, aziende con meno 15 dipendenti possono sostituire i No Vax sospesi FOTO ANSA

Le imprese e le aziende con meno di 15 dipendenti potranno sostituire i lavoratori sospesi perché non in possesso del Green Pass. Il tutto per un totale di 20 giorni in due tranche da 10, fino al 31 dicembre. E’ quanto prevede una delle norme contenute nel dl sull’estensione del pass approvato la settimana scorsa dal cdm. Così facendo le piccole e medie imprese non rischiano di restare a corto di personale se qualche dipendente senza Green Pass dovesse essere sospeso.

Il Green Pass sul posto di lavoro

Dal 15 ottobre il Green Pass sarà infatti obbligatorio per tutti i lavoratori, pubblici e privati. Ma a chi spetterà il controllo? Ai datori di lavoro. Spetta al datore di lavoro – o al direttore di un pubblico ufficio – controllare che i dipendenti abbiano la certificazione verde. Nel decreto, infatti, è scritto che “i datori di lavoro della Pubblica amministrazione e del settore privato sono tenuti a verificare il rispetto delle prescrizioni”.

Green Pass, come si controlla?

Il datore quindi, immaginiamo, potrà controllare la certificazione all’ingresso o durante dei controlli generali. Ma le modalità di controllo comunque non sono ancora state spiegate. Con molta probabilità nelle Pubbliche Amministrazioni, come già avviene per le scuole, si userà qualche software di controllo. Almeno sono queste le prime indiscrezioni trapelate.

Green Pass, multe nel pubblico e nel privato

Per i lavoratori pubblici dopo 5 giorni di assenza a causa della mancanza di Green Pass, il dipendente incorre nella sospensione del rapporto di lavoro. Lo stipendio non viene però corrisposto già a partire dal primo giorno di assenza. Se il lavoratore verrà invece sorpreso sul luogo di lavoro senza la certificazione, scatta la sanzione pecuniaria che va da 600 a 1.500 euro. Per il datore di lavoro che non effettua i controlli la sanzione va invece da 400 a 1.000 euro.