Green Pass come Shoah, anche la comunità ebraica contro i No Vax: non facciamo confronti

di Alberto Francavilla
Pubblicato il 24 Gennaio 2022 - 10:42
Green Pass come Shoah, anche la comunità ebraica contro i No Vax: non facciamo confronti

Green Pass come Shoah, anche la comunità ebraica contro i No Vax: non facciamo confronti (Foto d’archivio Ansa)

Il Green Pass come la Shoah, Draghi come Hitler, i No Vax come i deportati di Auschwitz. Quante volte abbiamo dovuto sentire (e leggere) queste sciocchezze negli ultimi mesi?

Persone che non possono andare al ristorante perché vogliono vaccinarsi si paragonano a persone che sono state strappate dalle proprie case, dalle proprie città, dai propri cari e mandate a morire nei campi di concentramento. Basterebbe già questo a rendersi conto del paragone. Ora però interviene la comunità ebraica, che chiede ai No Vax di smetterla con queste similitudini.

Comunità Ebraica: basta paragonare Green Pass alla Shoah

Dario Calimani, presidente della Comunità ebraica di Venezia, è intervenuto in occasione della cerimonia cittadina per il Giorno della memoria che si è svolta al Teatro La Fenice.

Ecco cosa ha detto a proposito della Shoah: “E’ inevitabile che si giunga al limite di banalizzarla con analogie improprie. Fino, recentemente, allo scandaloso confronto con il Green pass obbligatorio. E nessuno se ne scandalizza troppo, come se si trattasse di un’innocua battuta. Come se la Shoah fosse stata solo una catastrofe per il popolo ebraico e non uno scempio per lo spirito umanitario della civiltà occidentale”.

Cos’è l’antisemitismo secondo Calimani

Per Calimani l’antisemitismo è qualcosa di non ancora estirpato nella società odierna. “In questi giorni, a Venezia, si imbratta un manifesto della Memoria e vi si scrive sopra: Per accedere serve il super Green pass giallo, con riferimento alla stella dei tempi di Auschwitz. Non serve commemorare la Shoah se non si guarda in faccia l’antisemitismo di oggi, a casa nostra. Non ci possiamo illudere di assolvere il dovere della memoria con il rito di un giorno. Essa non è fatta di frammenti che si recuperano a volontà al momento del bisogno. Se la memoria è viva produce coscienza, pensiero, azione”.