Green pass, mezzi pubblici a rischio per gli studenti under 18: le Regioni chiedono deroga al governo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Dicembre 2021 19:32 | Ultimo aggiornamento: 6 Dicembre 2021 19:32
Green pass, mezzi pubblici a rischio per gli studenti under 18: le Regioni chiedono deroga al governo

Green pass, mezzi pubblici a rischio per gli studenti under 18: le Regioni chiedono deroga al governo (foto Ansa)

Green pass obbligatorio anche per gli studenti minorenni che raggiungono la scuola con i mezzi pubblici, scuolabus, tram, metropolitana, treni e anche aliscafi: le Regioni chiedono una deroga, il governo potrebbe accettare. 

Super green pass, mezzi pubblici a rischio per gli studenti non vaccinati

La prima giornata del super green pass per gli studenti italiani sui mezzi pubblici va in archivio tra controlli e incertezze.

Dubbi e perplessità che rischiano di pesare su una “generazione di mezzo”, quella cioè che per ultima ha avuto accesso alla vaccinazione e che, proprio per questo, non è ancora in regola con il certificato verde.

Proprio per evitare che gli studenti possano perdere giorni di scuola – dove non c’è l’obbligo di green pass – le Regioni portano avanti il pressing sul governo, cercando di ottenere una deroga alla normativa almeno per gli under 18.

Mezzi pubblici per gli studenti under 18 anche senza green pass: Gelmini apre

Una richiesta che trova le porte aperte del ministro per gli Affari Regionali, Mariastella Gelmini, e che potrebbe essere discussa in uno dei prossimi incontri tra esecutivo ed Enti locali.

Chi si è già portato avanti è il presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, che ha annunciato che in questi primi giorni “non ci saranno controlli mirati sugli studenti”.

L’entrata in vigore delle nuove regole lunedì mattina ha creato qualche disagio soprattutto negli studenti pendolari che, nonostante abbiano ricevuto la prima dose, sono ancora sprovvisti del green pass.

A Catania, per esempio, una studentessa della provincia non è stata fatta salire sull’autobus di linea perché, nonostante fosse in regola con la prima dose, non era ancora in possesso del certificato.

Controlli serrati anche per chi, come ogni mattina, si è imbarcato a Messina o Villa San Giovanni per attraversare lo Stretto.

“Siamo felici di questa decisione almeno si viaggia più tranquilli, non era normale che solo qui non ci fossero controlli”, hanno confessato due giovani studenti.

Su Telegram il servizio di car pooling per studenti non vaccinati

Intanto sul web spunta un inusuale servizio di ‘car pooling’ per studenti no-vax. Su Telegram, l’ormai celebre app di messaggistica istantanea dove proliferano gruppi e iniziative anti-green pass, viene pubblicizzato un servizio di “Trasporti urbani solidali” che consente di dare e ricevere passaggi a ragazzi e ragazze non vaccinati e quindi sprovvisti del certificato verde.

“È nata una rete di trasporti (passaggi) urbani solidali – si legge nell’annuncio – per aiutare chi deve andare a lavorare, a fare una vista ma, in particolare i ragazzi, gli studenti non automuniti, che dal 6 dicembre non potranno più andare a scuola usufruendo del servizio di trasporto pubblico locale e regionale senza dover esibire il green Pass (quindi una rete nata affinché nessuno sia indotto a vaccinarsi o tamponarsi)”.

Studenti senza green pass sui mezzi pubblici: il confronto Regioni-governo

Il tema degli studenti tiene comunque banco soprattutto tra i governatori, primo fra tutti quello del Friuli Venezia-Giulia, e presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, da oggi sotto scorta per le continue minacce no-vax.

Il presidente della Calabria, Roberto Occhiuto, definisce “di buon senso” la richiesta fatta dalle Regioni per una “deroga per gli studenti, affinché possano ancora per qualche giorno prendere i mezzi pubblici senza il green pass”.

Già domenica la ministra Gelmini si era detta disponibile a “valutare la richiesta”, sottolineando che la priorità in questo momento è la “sicurezza dei mezzi pubblici”. E gli studenti nel ‘limbo vaccinale’ non possono far altro che aspettare.