Gregorio, chef in Germania, ora vive in auto a Roma: il lockdown l’ha trattenuto in Italia

di redazione Blitz
Pubblicato il 3 Luglio 2020 14:05 | Ultimo aggiornamento: 3 Luglio 2020 14:06
gregorio perfetti

Coronavirus: chef in Germania, ora vive in auto qui: il lockdown l’ha costretto in Italia (foto da video)

Gregorio Perfetti è costretto a vivere in auto dopo aver perso il lavoro per il lockdown da coronavirus.

Gregorio Perfetti ha 44 anni e fino a qualche mese fa faceva lo chef in Germania.

Arrivato a Roma per fare dei documenti e passare qualche giorno di vacanza si è ritrovato bloccato a causa del lockdown ed ha perso il lavoro.

Il ristorante per cui lavorava è infatti rimasto aperto e il proprietario è stato costretto ad assumere un altro chef.

Gregorio Perfetti racconta la sua storia a Repubblica:

“La mattina mi alzo, poggio il cappellino per terra e poi guardo l’asfalto fino alla sera alle otto, aspettando la benevolenza della gente che purtroppo scarseggia”.

Ora vive in auto, tra Roma e il parcheggio di un’area commerciale ad Ariccia.

Gregorio Perfetti si è trovato in un vero e propro limbo.

Per i primi mesi è rimasto in un b&b alla periferia di Roma poi i soldi hanno iniziato a scarseggiare. Tra le spese per il soggiorno e i soldi da mandare alla figlia che vive a Parigi con l’ex moglie ha dovuto lasciare la struttura e da un mese dorme in macchina.

Gregorio sta cercando un lavoro che non trova 

Lo chef 44enne sta cercando un lavoro che non trova viste le difficoltà del momento.

Nel frattempo tutto quello che può fare è chiedere l’elemosina: “Mai avrei pensato di ritrovarmi in questa situazione. Quello che mi fa più male sono gli sguardi di tanta gente. Ho avuto più aiuto da stranieri che dai miei propri connazionali”.

“Molti hanno la tendenza a passarmi vicino e poi allontanarsi subito come se avessi il coronavirus e chissà cosa di più. Oppure mi chiedono: ‘Che stai a fare lì a terra? Vai a lavorare’. E io rispondo: ‘Se mi dai un lavoro io vengo'”.

“Tanta gente si ferma, guarda il passaporto e mi chiede se sono davvero italiano. Alla fine gliel’ho scritto su un cartello”.

“Ho provato a cercare lavoro ma il lockdown è stato un grandissimo colpo per la ristorazione. Già prima era difficile, ora hanno paura di prendere personale per poi non farcela”.

“Avrei bisogno di un luogo dove dormire e lavarmi, anche perché uno non si può presentare per un eventuale lavoro così come sto adesso”, spiega.

“Mia figlia di questo non sa niente. Che le dico, che il papà sta in mezzo alla strada e chiede la carità? Studia, non lavora, la metterei solo in difficoltà. Non vedo l’ora di ritornare alla normalità”.

Ancora Gregorio: 

“Ho provato a chiedere aiuto a una parrocchia di Roma, ma niente. Mi è stato detto che i fondi erano solo per la gente del quartiere. Da quel momento mi sono chiuso, per me è già una vergogna ritrovarmi così”.

Ora per aiutarlo è partita una raccolta fondi organizzata da privati (fonte: Today, Repubblica).